
Sono circa 400 i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche scesi in piazza oggi a Roma, in Piazza Santi Apostoli, per una mobilitazione nazionale che coinvolge l’intero settore dello spettacolo dal vivo.
La protesta, proclamata da Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal, ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da tutte le fondazioni italiane, insieme a rappresentanti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, del Teatro alla Scala di Milano e delle orchestre Ico.
Al centro della mobilitazione la richiesta di un confronto immediato con il Ministero della Cultura su tre questioni chiave:
Proprio quest’ultimo punto è tra i più contestati: la norma limita le assunzioni al 75% della spesa del personale cessato, una misura che, secondo i sindacati, rischia di aggravare la carenza di organico già esistente.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come, nonostante la recente certificazione degli organici delle quattordici fondazioni lirico-sinfoniche, non siano arrivate risposte operative.
Una situazione che – denunciano – mette in difficoltà artisti, tecnici e personale amministrativo e rischia di compromettere la qualità e la continuità delle produzioni.
Il rischio ora è un’escalation della protesta.
«In assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà fino allo sciopero nazionale del settore”, avvertono i sindacati.
Uno scenario che potrebbe avere effetti diretti anche su teatri e programmazioni in tutta Italia.
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