Roma, 27 marzo 2026
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Roma punta sull’urbanistica di genere: nasce il primo «Quaderno della città che cambia»

Veloccia: «Ripensare spazi e servizi per una città più inclusiva e sicura»

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 1 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Roma punta sull’urbanistica di genere: nasce il primo «Quaderno della città che cambia»

Un nuovo approccio per progettare la città. Roma Capitale sceglie l’urbanistica di genere come leva per ripensare lo sviluppo urbano. È stato presentato il primo «Quaderno della città che cambia», documento che raccoglie dati, linee guida e strumenti operativi per costruire una città più inclusiva, accessibile e sicura. Il progetto è promosso dall’assessorato capitolino all’Urbanistica, in collaborazione con Human Foundation e Risorse per Roma.

Disuguaglianze nello spazio urbano

Le analisi alla base del Quaderno evidenziano come alcune categorie – donne, anziani, bambini, persone con disabilità e comunità Lgbtqia+ – vivano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi, nella mobilità e nella sicurezza. Tra gli studi considerati figurano «Spatium Urbis», realizzato con Sapienza Università di Roma, e le rilevazioni sulla mobilità urbana di Roma Servizi per la Mobilità.

Sperimentazione a Spinaceto

Le linee guida saranno testate nel quartiere di Spinaceto, con interventi di urbanistica tattica legati al programma «15 municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti». Un primo banco di prova per tradurre i principi teorici in azioni concrete sul territorio.

Un confronto con le città europee

Roma si inserisce in un percorso già avviato da altre grandi città come Parigi, Vienna e Barcellona, oltre a esperienze italiane come Torino. L’obiettivo è allinearsi alle migliori pratiche internazionali e costruire una strategia urbana più equa e partecipata.

Veloccia: «Una questione di giustizia spaziale»

«L’urbanistica non è mai neutrale: se una città non è progettata per tutti, finisce per escludere qualcuno», ha dichiarato l’assessore Maurizio Veloccia. Tra gli strumenti indicati: illuminazione adeguata, marciapiedi accessibili e trasporti pubblici più capillari, capaci di collegare non solo i luoghi di lavoro ma anche i servizi essenziali.

Melandri: «Spazi progettati sulla vita quotidiana»

Per Giovanna Melandri, integrare la prospettiva di genere significa progettare lo spazio urbano partendo dalla vita reale delle persone, dai tempi di cura alla qualità degli spazi pubblici. Il Quaderno offre strumenti concreti per amministratori e tecnici, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre le disuguaglianze.

Prossimi appuntamenti

Il percorso proseguirà il 22 aprile con una masterclass all’Urban Center Metropolitano, dedicata all’approfondimento dei temi dell’inclusione urbana. Un passo ulteriore verso una città più accessibile, sostenibile e capace di rispondere ai bisogni di tutte e tutti.

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