
Roma aggiorna la propria geografia urbana per la prima volta dopo quasi cinquant’anni. La Giunta capitolina ha approvato la nuova mappa dei quartieri, presentata mercoledì 8 luglio in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri insieme al responsabile dell’Ufficio Partecipazione e Quartieri Andrea Catarci, al coordinatore del gruppo di lavoro scientifico Salvatore Monni e alla presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli. Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dall’Assemblea capitolina.
Il nuovo assetto individua 332 quartieri urbani, ai quali si affiancano i 22 rioni storici, rimasti invariati, e 100 zone funzionali, cioè aree prevalentemente verdi, agricole o non residenziali. Una fotografia completamente aggiornata della Capitale che sostituisce una classificazione ormai superata: il riordino toponomastico risaliva infatti al 1961, mentre l’ultima suddivisione urbanistica era stata approvata nel 1977 durante l’amministrazione di Giulio Carlo Argan.
La nuova mappa consente, per la prima volta, di associare ai quartieri dati statistici e demografici, superando le elaborazioni limitate ai municipi. Il quartiere più popoloso è Centocelle, nel V municipio, con 50.284 residenti, seguito da Ostia Ponente (40.669 abitanti), Ostia Levante (37.422) e Talenti (33.970). Sul fronte della densità abitativa, il primato spetta a Furio Camillo, nel VII municipio, con 45.082,75 abitanti per chilometro quadrato, davanti a Don Bosco (37.620,10), Collatino (33.118,05) e Colli Albani (27.594,42). La densità media dell’intera città è invece di 2.182 abitanti per chilometro quadrato. La popolazione complessiva della Capitale è pari a 2.803.873 abitanti, di cui 1.470.333 donne e 1.333.540 uomini.
Per il sindaco Gualtieri il nuovo strumento risponde a una duplice esigenza: migliorare la capacità di programmazione dell’amministrazione e riconoscere le identità dei territori. «I municipi – ha spiegato – sono troppo estesi e al loro interno esistono differenze enormi. Grazie a questa nuova mappa avremo dati demografici e sociali organizzati per ogni singolo quartiere. Questo ci permetterà di modulare con maggiore efficacia servizi e risorse sulla base della realtà dei territori e non di semplici medie statistiche». Secondo il primo cittadino, la nuova classificazione valorizza anche il forte senso di appartenenza dei romani: «Chi vive a Roma si identifica quasi sempre con il proprio quartiere, molto più che con il municipio». Gualtieri ha definito il progetto «un lavoro straordinario», frutto di un intenso percorso partecipativo, sottolineando che conoscere meglio la città significa governarne meglio il futuro.
La nuova mappa è il risultato di un percorso iniziato nel 2022 e sviluppato in tre fasi. La prima ha riguardato la ricognizione del territorio insieme ai 15 municipi. Successivamente è stato avviato un lavoro di confronto con istituzioni, università, Istat, associazioni e comitati di quartiere, integrando dati scientifici e conoscenza dei territori. Infine è stata aperta una consultazione pubblica che ha raccolto 4.036 commenti sulla piattaforma online, oltre 400 confronti con associazioni e comitati, 32 riunioni tematiche con le commissioni municipali e 15 incontri conclusivi con i municipi. Secondo Catarci, si tratta di «una negoziazione continua tra la ricerca scientifica e la percezione delle comunità locali», che ha permesso di costruire una rappresentazione condivisa della città.
«Roma non cambia, cambia il modo di guardarla», ha spiegato Catarci. L’obiettivo non è modificare i confini amministrativi, ma riconoscere le trasformazioni avvenute negli ultimi cinquant’anni, con la nascita di nuovi quartieri, soprattutto oltre il Grande Raccordo Anulare, dove oggi si trovano 142 quartieri urbani. Il responsabile dell’Ufficio Partecipazione ha ricordato che il VI e il IX municipio sono quelli maggiormente interessati dalla frammentazione, anche perché negli ultimi anni hanno registrato la più forte crescita demografica, mentre il XV municipio è quello con il maggior numero di zone funzionali. Il I municipio, invece, è rimasto sostanzialmente invariato grazie al mantenimento dei 22 rioni storici. Tra gli esempi citati, Catarci ha ricordato come inizialmente nel VII municipio molti cittadini si identificassero tutti nell’Appio Tuscolano, una definizione che avrebbe però racchiuso oltre 300 mila residenti, rendendo impossibile qualsiasi programmazione puntuale.
Oltre a popolazione, superficie e densità abitativa, sul sito dedicato saranno progressivamente pubblicati numerosi indicatori statistici riferiti ai singoli quartieri. Sarà così possibile conoscere, ad esempio, i livelli di istruzione, la composizione per età, la distribuzione della popolazione e altri dati utili per pianificare servizi e interventi. «Le medie dei municipi sono spesso fuorvianti in una città grande come Roma», ha osservato Catarci. «Con i dati di quartiere potremo individuare con precisione le esigenze dei diversi territori».
Il coordinatore scientifico Monni ha evidenziato l’impatto concreto del nuovo strumento sulla programmazione. «Grazie a questa mappa – ha spiegato – potremo progettare i servizi sulla base dei bisogni reali. Potremo realizzare asili nido nei quartieri con più bambini e centri anziani dove la popolazione è più anziana, evitando interventi non coerenti con la composizione demografica». Secondo Monni, la nuova mappa rappresenta il punto d’incontro tra ricerca scientifica e partecipazione civica e consentirà una pianificazione molto più efficace delle politiche pubbliche.
La presidente Celli ha annunciato che il Consiglio comunale avvierà rapidamente l’esame del provvedimento. «Si tratta – ha dichiarato – di un passaggio storico. Dopo oltre cinquant’anni Roma dispone finalmente di uno strumento capace di rappresentare la città reale e di costruire politiche più giuste, efficaci e vicine ai cittadini». Celli ha ringraziato i municipi, le università, l’Istat, le associazioni, i comitati e i cittadini che hanno partecipato al percorso, sottolineando come la nuova mappa riconosca le identità territoriali e restituisca una fotografia più fedele della Capitale contemporanea.
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