Roma, 1 maggio 2026
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Cultura

«Romasuona»: a Palazzo delle Esposizioni la mostra sulla musica italiana degli anni Settanta

Al Palazzo Esposizioni Roma la mostra «Ruomasuona» racconta la musica in Italia dal 1970 al 1979 tra fotografie, artisti iconici e cultura collettiva

di Edoardo Iacolucci - TEMPO DI LETTURA 3'
«Romasuona»: a Palazzo delle Esposizioni la mostra sulla musica italiana degli anni Settanta

Il l 1° maggio a Roma è sinonimo di musica. E da oggi fino al 12 luglio il Palazzo Esposizioni ospita «ROMASUONA. La musica in Italia 1970–1979», mostra a cura di Guido Bellachioma, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda speciale palaexpo. L’esposizione ripercorre un decennio decisivo per la storia culturale del Paese, segnato dalla trasformazione dei linguaggi musicali e dalla nascita di nuove identità collettive.

Fotografie e materiali raccontano un’epoca

Cuore del progetto è un corpus di circa settecento fotografie, in gran parte inedite, che documentano concerti, backstage e vita artistica. Accanto agli scatti, manifesti, vinili, strumenti e riviste restituiscono l’atmosfera di un periodo in cui la musica si intrecciava con letteratura, cinema e arti visive. Roma emerge come epicentro di questa trasformazione, insieme a città come Milano, Napoli e Bologna.

Dal Piper alle scuole popolari di musica

Il percorso espositivo attraversa luoghi simbolo come il Piper Club, spazio iconico che negli anni Sessanta ospitò i Pink Floyd e che nel decennio successivo divenne punto di riferimento per il rock progressivo. Negli stessi anni nascono realtà ancora attive come la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia e quella di Testaccio, segni concreti di una diffusione capillare della cultura musicale.

I protagonisti: da De André a Bowie

La mostra mette in dialogo artisti italiani e internazionali. Tra questi Fabrizio De André, figura centrale della canzone d’autore, Lucio Dalla e Franco Battiato. Accanto a loro icone globali come David Bowie e i Rolling Stones, fino alle sperimentazioni di John Cage.

Festival e partecipazione collettiva

Negli anni Settanta la musica diventa strumento di partecipazione sociale. Festival e rassegne, da Palermo a Castelporziano, trasformano piazze e parchi in luoghi di condivisione e impegno.


A chiudere simbolicamente il percorso è proprio il Primo Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano, organizzato da Simone Carella, Franco Cordelli e Ulisse Benedetti, sostenuto con volontà dell’allora visionario assessore capitolino alla cultura, Renato Nicolini.

Ricordato come la «Woodstock dei poeti», il festival nel giugno 1979 riunisce migliaia di persone sul litorale romano trasformando il litorale di Ostia in un palcoscenico collettivo e in un momento simbolico di sperimentazione culturale e sociale. Tra i tanti protagonisti, Dario Bellezza, Fernanda Pivano, Dacia Maraini, Evtušenko, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, John Giorno e Allen Ginsberg.

Un’esperienza immersiva tra suoni e memoria

L’allestimento, curato dal collettivo THREES, restituisce la complessità del decennio attraverso immagini, video e una selezione musicale di trecento brani aggiornata periodicamente. A completare l’esperienza, elementi olfattivi ideati da Giovanna Zucconi e giochi di luce firmati dal direttore della fotografia Luca Bigazzi.

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