Roma, 11 marzo 2026
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Rome Technopole, alla Sapienza il punto sul progetto da oltre 110 milioni finanziato dal Pnrr

Due giorni di confronto tra università, imprese e istituzioni sul futuro dell’ecosistema dell’innovazione. Rocca: «Serve una governance forte». Polimeni: «Ora inizia la fase più impegnativa»

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 6 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Rome Technopole, alla Sapienza il punto sul progetto da oltre 110 milioni finanziato dal Pnrr

Alla Sapienza il confronto sul futuro dell’innovazione del Lazio. Questo il tema al centro dell’evento «Rome Technopole: dove il futuro prende forma», in corso mercoledì 11 e giovedì 12 marzo nell’Aula Magna del rettorato dell’università. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Rome Technopole ed è finanziata dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEU nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con il supporto del Ministero dell’Università e della Ricerca. L’appuntamento riunisce università, istituzioni pubbliche e grandi player industriali per fare il punto sui risultati raggiunti dal progetto e sulle prospettive future della piattaforma di ricerca e trasferimento tecnologico.

Un progetto da oltre 110 milioni di euro

Nel corso della prima giornata sono stati presentati i risultati dell’ecosistema dell’innovazione Rome Technopole, che ha mobilitato oltre 110 milioni di euro tra laboratori, tecnologie e programmi di formazione. Le risorse sono state destinate anche al finanziamento di centinaia di giovani ricercatori, borse di studio e infrastrutture di ricerca, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra università, imprese e istituzioni e favorire il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo. Durante i lavori sono stati illustrati gli stati di avanzamento degli otto progetti flagship e dei diversi ambiti di ricerca, che spaziano dalla transizione energetica e digitale al biopharma e ai dispositivi medici.

Polimeni: «Ora inizia la fase più impegnativa»

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della rettrice della Sapienza Università di Roma e presidente della fondazione, Antonella Polimeni. «È con grande orgoglio che presentiamo i risultati raggiunti da Rome Technopole, un progetto nato grazie all’impulso del Pnrr che ha accelerato processi e connessioni tra università, enti di ricerca e imprese», ha dichiarato. Secondo Polimeni il progetto rappresenta «la dimostrazione che l’Italia può fare sistema mettendo in rete competenze, infrastrutture e responsabilità istituzionali». Guardando al futuro ha però avvertito che «il lavoro più impegnativo inizia ora», con la necessità di consolidare la collaborazione tra i partner e rendere strutturale l’esperienza oltre la durata del Pnrr.

Rocca: «Serve una governance forte»

Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha indicato come prioritaria la definizione di una nuova governance del progetto. «La svolta vera adesso è quella della governance», ha spiegato Rocca, sottolineando che sarà necessario sedersi attorno a un tavolo e definire una struttura di guida solida per non perdere l’opportunità offerta dal progetto. Il presidente della Regione ha inoltre evidenziato la necessità di sostenere il sistema anche con fondi nazionali: «Arriverà il momento di tirare il governo per la giacchetta, perché non possiamo accettare che altri poli di ricerca abbiano finanziamenti e il sistema Rome Technopole no».

Imprese e istituzioni per trattenere i talenti

All’iniziativa partecipano anche rappresentanti del mondo industriale e delle istituzioni locali. Tra questi il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, l’assessora capitolina alle Attività produttive, Monica Lucarelli, e la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli. Biazzo ha sottolineato che il 2026 segnerà la fine della spinta del Pnrr e che sarà fondamentale non disperdere gli investimenti e il patrimonio di innovazione costruito negli ultimi anni. Lucarelli ha invece spiegato che il Comune sta valutando, insieme al sindaco Roberto Gualtieri, la possibilità di realizzare un grande hub dell’innovazione nell’area dello Sdo nel quadrante di Pietralata, collegato proprio al sistema Rome Technopole.

Un acceleratore tra ricerca e industria

Per la vicepresidente regionale Roberta Angelilli l’obiettivo è trasformare Rome Technopole «in un vero acceleratore capace di fare da collegamento tra ricerca, università e innovazione». L’ecosistema, hanno sottolineato i relatori, rappresenta uno strumento strategico anche per contrastare la fuga dei cervelli e creare opportunità professionali nel territorio, valorizzando il grande patrimonio di competenze scientifiche presenti nel Lazio. La seconda giornata dell’evento sarà dedicata in particolare ai temi del trasferimento tecnologico, della formazione avanzata e della collaborazione con il sistema delle imprese, con una tavola rotonda finale sul ruolo del Pnrr come volano di crescita per la ricerca e l’innovazione.

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