
Nuovi dettagli emergono sul sequestro del The Sanctuary Eco Retreat, il locale di Colle Oppio già raggiunto dai sigilli nei giorni scorsi.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, dietro l’atmosfera da “oasi urbana” del locale si sarebbero nascoste diffuse irregolarità finalizzate ad ampliare la capienza e a potenziare l’impatto scenografico, in violazione delle prescrizioni normative e a discapito degli standard minimi di sicurezza.
La Procura ha quindi chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari la convalida del sequestro, dopo gli accertamenti condotti dalla Questura.
Il locale, articolato in due distinti ambienti, uno destinato alle serate danzanti, l’altro a ristorante in stile beach club, è gestito da una società titolare di un’unica licenza per attività di somministrazione e trattenimenti danzanti.
I controlli degli agenti sono partiti dalla verifica dell’afflusso della clientela, risultato pari al triplo della capienza massima prevista dalla Commissione comunale di vigilanza.
Nel corso degli accertamenti è emerso anche che il titolo di accesso al locale era unico e consentiva indistintamente l’ingresso sia agli avventori diretti alla sala da ballo sia a chi usufruiva della sola attività di somministrazione.
Questa modalità, secondo quanto rilevato dagli investigatori, avrebbe evidenziato una sostanziale continuità tra l’attività di intrattenimento e quella di ristorazione, sia dal punto di vista strutturale sia sotto il profilo dell’accessibilità, senza una separazione adeguata tra i due ambienti.
Le verifiche si sono poi concentrate sul profilo strutturale dell’impianto. Gli agenti hanno riscontrato una difformità rispetto alla planimetria autorizzata, che prevedeva la presenza di una piscina, di fatto sostituita da una struttura coperta in legno arredata con divani.
Nell’area esterna è stata inoltre rilevata la realizzazione di un’ulteriore impalcatura in ferro con copertura in tela. All’interno erano presenti una postazione bar, due piscine prive delle necessarie protezioni, tavoli, divani e una consolle dj: un allestimento complessivo ritenuto non conforme alle prescrizioni vigenti.
Uno “spazio calmo”, previsto come area di protezione in caso di emergenza, era occupato da strutture prefabbricate adibite alla somministrazione di bevande e da un’ulteriore postazione per la musica.
Anche all’interno del locale sono state riscontrate criticità. L’area destinata all’evacuazione in situazioni di emergenza era priva di illuminazione, senza maniglione antipanico e completamente ostruita. Le vie di fuga, secondo quanto emerso, erano occupate da tavoli in pietra e sedie.
Le irregolarità hanno riguardato anche il profilo igienico-sanitario. Nel locale sono stati trovati materiali di risulta accumulati in ambienti adibiti a magazzino e bagni indicati nelle planimetrie ma, di fatto, inesistenti.
A completare il quadro, gli agenti hanno rilevato pannelli non ancorati al muro, pavimentazione disconnessa e impianti elettrici fatiscenti.
Le condizioni riscontrate hanno determinato il sequestro del locale. La Procura, condividendo le conclusioni degli agenti sulla potenziale pericolosità per l’incolumità pubblica, ha chiesto e ottenuto dal gip la convalida del provvedimento.
Il titolare è stato denunciato all’autorità giudiziaria per le ipotesi previste in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.
Il caso del Sanctuary si inserisce nel quadro dei controlli sui locali della movida romana. Secondo quanto riferito dalla polizia, dall’inizio di gennaio sono nove i locali sottoposti a sequestro preventivo nella Capitale, nell’ambito dell’azione condotta da Questura e Procura di Roma.
Tra gli altri locali colpiti dai controlli iniziati a seguito del tragico incidente avvenuto a Crans-Montana, in Svizzera, si annoverano altri luoghi della movida capitolina come il Piper Club, sottoposto a sequestro preventivo nel quadro delle verifiche straordinarie sulla sicurezza dei luoghi di intrattenimento.
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