Roma, 30 ottobre 2026
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Sciopero e cortei a Roma, attesi 20mila manifestanti: blindati Colosseo, Termini e Circo Massimo

Oltre 50 manifestazioni in Italia, ma la Capitale è tra le città sorvegliate speciali. Il corteo dell’Usb parte alle 10.30 da piazza dei Cinquecento e raggiungerà via dei Fori Imperiali. Preoccupano possibili deviazioni verso il Villaggio della Difesa al Circo Massimo. In campo anche droni e velivoli di polizia e carabinieri

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 3'
Immagine di archivio

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Roma si prepara a una giornata di mobilitazione e tensione sul fronte dell’ordine pubblico. Sono attese almeno 20mila persone per il corteo organizzato dall’Unione sindacale di base (Usb) in occasione dello sciopero generale nazionale contro il carovita e il riarmo. La manifestazione partirà alle 10.30 da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, per attraversare il centro e raggiungere via dei Fori Imperiali. Un appuntamento considerato particolarmente delicato dalle autorità, anche alla luce dei disordini e degli episodi di vandalismo registrati nelle scorse settimane a Roma e Milano. La Capitale è tra le città maggiormente sorvegliate dal dispositivo di sicurezza predisposto dal Viminale. L’attenzione delle forze dell’ordine sarà concentrata soprattutto sulla stazione Termini, sull’area archeologica del Colosseo, sul Circo Massimo e sui palazzi istituzionali. Proprio in quest’ultima zona, infatti, è prevista per oggi l’inaugurazione del Villaggio della Difesa, con mezzi e materiali delle forze armate.

I pre-concentramenti degli studenti e il rischio di deviazioni

Oltre alla manifestazione principale, sono stati annunciati diversi concentramenti di studenti e collettivi, destinati a confluire nel corteo dell’Usb. Tra i punti di ritrovo indicati figurano piazzale Aldo Moro, piazzale Ostiense, piazza dell’Immacolata e diversi istituti scolastici della città. Uno degli scenari che preoccupa maggiormente è la possibilità che alcuni gruppi decidano di allontanarsi dal percorso concordato per dirigersi verso il Circo Massimo, dove si svolge l’iniziativa dedicata alle forze armate. Secondo quanto riportato finora, non viene escluso che movimenti studenteschi e antagonisti possano tentare di modificare il tragitto della manifestazione, come già avvenuto in occasione delle mobilitazioni dei giorni scorsi. Particolare attenzione sarà quindi riservata all’area del Colosseo, dove nei giorni precedenti si era verificato un blitz di alcuni manifestanti.

Droni, controlli dall’alto e monitoraggio della rete

Il piano operativo è stato definito nel corso del tavolo tecnico presieduto dal questore di Roma, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle forze e dei corpi di polizia e diversi enti, tra cui Ama e Atac. La giornata è stata classificata come un appuntamento impegnativo sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. La questura ha spiegato che l’organizzazione del corteo è stata preceduta da settimane di confronto e mediazione con i promotori, con l’obiettivo di garantire il diritto a manifestare e, allo stesso tempo, il rispetto degli spazi cittadini e delle norme vigenti. Per seguire l’evoluzione degli eventi sarà rafforzata anche l’attività informativa, attraverso la collaborazione tra gli uffici della questura e il Centro per la sicurezza cibernetica, incaricato del monitoraggio degli ambienti online. Il controllo dall’alto sarà affidato ai velivoli del I reparto volo della polizia di Stato e dell’arma dei carabinieri, affiancati dai droni in dotazione alla questura capitolina. Tra gli obiettivi sensibili figura la stazione Termini, punto di partenza e di transito del corteo, la cui importanza strategica è accresciuta dallo sciopero generale che potrebbe coinvolgere anche il personale ferroviario. Sorvegliato speciale sarà inoltre il porto di Civitavecchia, che potrebbe diventare una meta di ulteriori iniziative di protesta.

Il Viminale: «Isolare eventuali gruppi violenti»

Il dispositivo nazionale è stato definito giovedì durante una riunione in videoconferenza presieduta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con la partecipazione di prefetti, questori e vertici delle forze di polizia dei capoluoghi di regione. L’obiettivo dichiarato è garantire lo svolgimento delle manifestazioni e impedire che eventuali gruppi violenti possano provocare disordini, danneggiamenti o devastazioni. La linea indicata dal Viminale è quella di isolare chiunque tenti di trasformare le proteste in episodi di violenza, assicurando un presidio rafforzato delle aree più sensibili. A Roma, la questura ha annunciato un approccio operativo improntato alla gestione del corteo con modalità «low profile», compatibilmente con il comportamento dei partecipanti.

Lo sciopero e il braccio di ferro sulla precettazione

La mobilitazione riguarda lavoratori dipendenti e autonomi, del settore pubblico e privato, oltre a studenti e collettivi. Le rivendicazioni dell’Usb sono legate al contrasto al carovita, alla richiesta di adeguamento dei salari all’inflazione e all’opposizione all’aumento delle spese militari. La giornata si inserisce anche nella mobilitazione internazionale contro il traffico di armi, che coinvolge oltre cento porti in più di venti Paesi. La vigilia è stata segnata dal confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha firmato un’ordinanza di precettazione per differire lo sciopero nei comparti dei trasporti. Il provvedimento riguarda il trasporto pubblico locale, ferroviario, aereo e marittimo, oltre ai taxi. L’Usb ha contestato la decisione, definendola illegittima, e ha ribadito la volontà di proseguire la protesta: «Lo sciopero si fa, è un diritto e siamo pronti a tutelarlo», ha dichiarato il sindacato, dicendosi disposto ad affrontare anche le sanzioni previste. La giornata romana si svolge dunque su due fronti: la mobilitazione sociale e sindacale, da una parte, e il dispositivo di sicurezza rafforzato per prevenire eventuali tensioni dall’altra.

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