
Da sinistra: Nikolai Palmieri, sceneggiatore di "Latte", Matteo Cataldi, organizzatore di "L'ura du giudizziu", Paolo Fosca Liberati, sceneggiatore di "L'ura du giudizziu", Emma Innamorati, sceneggiatrice di "Latte", Filippo Marasco, regista di "Latte"
Due cortometraggi realizzati dagli allievi e dalle allieve della Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté entrano nella selezione ufficiale di Alice nella Città 2026, in programma a Roma dal 13 al 25 ottobre.
Sono “Latte”, diretto da Filippo Marasco, e “L’ura du Giudizziu”, diretto da Costanza Fusco. Entrambi saranno presentati in anteprima mondiale nella sezione Onde Corte: il primo nel Concorso Panorama Italia, il secondo nella sezione Academy.
I due lavori sono stati realizzati dagli studenti del triennio 2023/25 attraverso il coinvolgimento dei diversi indirizzi professionali della scuola, dalla scrittura alla regia, dalla fotografia alla scenografia, fino a montaggio, suono, effetti visivi e organizzazione. La produzione esecutiva è stata curata da KimeraFilm.
“Latte” costruisce il proprio racconto a partire dal punto di vista di un bambino. La sua comprensione ancora incompleta di ciò che accade intorno a lui trasforma progressivamente situazioni quotidiane in qualcosa di più inquietante, utilizzando anche elementi riconducibili al cinema di genere.
«È una storia piccola, costruita interamente sullo sguardo del protagonista, che è un bambino», racconta il regista Filippo Marasco, che ha realizzato il corto come lavoro conclusivo dei tre anni alla Volonté.
Secondo Marasco, l’infanzia non è caratterizzata tanto da una mancanza di comprensione quanto da una conoscenza ancora parziale del mondo, capace di modificare il significato di ciò che per un adulto appare ordinario.
«Anche un bacio, che per un adulto può essere il simbolo dell’amore, attraverso gli occhi di un bambino può trasformarsi in qualcosa di profondamente inquietante», spiega.
Di tutt’altro tono “L’ura du Giudizziu”, ambientato nella Sicilia del 1864 e nato da una storia tramandata oralmente nella famiglia della regista Costanza Fusco.
Il corto racconta di un fratello e una sorella che, spinti dalla fame, saccheggiano la tomba di una vecchia nobile. Il bottino si rivela però ben diverso da quello sperato: una calza e la gamba che la indossa. La defunta torna quindi a reclamare ciò che le appartiene.
Il racconto si muove tra fiaba popolare e suggestione fantastica, intrecciando il ricordo della povertà con una riflessione sulle disuguaglianze e sulle periferie contemporanee.
«La Sicilia vuole diventare simbolo di tutti i Sud del mondo, le cui storie, per quanto particolari e specifiche, finiscono spesso per intersecarsi e somigliarsi», spiega Fusco.
La sceneggiatura è nata dal lavoro comune di Saverio Biancone, Paolo Fosca Liberati e Costanza Fusco.
I due cortometraggi rappresentano due esiti differenti dello stesso percorso formativo.
Da una parte il racconto intimo e infantile di “Latte”, dall’altra la memoria familiare e popolare alla base di “L’ura du Giudizziu”. In entrambi i casi, però, la realizzazione è passata attraverso il lavoro congiunto degli studenti delle diverse aree della Scuola Volonté.
Per il secondo film, la complessità della produzione ha rappresentato anche una parte centrale del percorso. L’organizzatore generale Matteo Cataldi sottolinea come il supporto della scuola e di KimeraFilm abbia permesso di realizzare un progetto che sarebbe stato altrimenti difficile mettere in scena.
La partecipazione ad Alice nella Città porterà così i due cortometraggi per la prima volta davanti al pubblico, con le proiezioni inserite nella XXIV edizione della manifestazione.
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