Roma, 5 novembre 2026
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Sparò con una pistola softair contro due iscritti Anpi il 25 aprile: Eitan Bondì condannato a quattro mesi

La sentenza del gup per Eitan Bondì, 22 anni, accusato di aver sparato contro due attivisti dopo il corteo per la Liberazione a Parco Schuster. Il giudice ha riqualificato il reato in percosse e disposto la sospensione della pena

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Sparò con una pistola softair contro due iscritti Anpi il 25 aprile: Eitan Bondì condannato a quattro mesi

Quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, per aver sparato con una pistola softair contro due iscritti all'Anpi a Roma, al termine delle celebrazioni del 25 aprile.

È la condanna pronunciata oggi dal gup del Tribunale di Roma nei confronti di Eitan Bondì, 22 anni, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato.

Il giudice ha riqualificato l'accusa di tentate lesioni aggravate in percosse, assolvendo il giovane dall'imputazione di porto abusivo di armi. La Procura aveva chiesto una condanna a due anni.

Gli spari dopo il corteo del 25 aprile a Parco Schuster

L'episodio risale al 25 aprile 2026, al termine della manifestazione per la Festa della Liberazione organizzata nell'area di Parco Schuster, nel quartiere Ostiense.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, Bondì avrebbe raggiunto a bordo di uno scooter Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, due iscritti all'Anpi che avevano appena lasciato la manifestazione e indossavano ancora il fazzoletto dell'associazione.

All'incrocio tra via delle Sette Chiese e via Ostiense, il giovane avrebbe estratto una pistola softair, esplodendo diversi colpi a distanza ravvicinata. Uno dei proiettili avrebbe colpito Fasciano al volto.

Per gli inquirenti, l'arma, priva del tappo rosso, era stata utilizzata con finalità offensive e l'azione sarebbe stata premeditata.

Dall'accusa di tentato omicidio alla condanna per percosse

Subito dopo i fatti, Bondì era stato arrestato con l'accusa di duplice tentato omicidio, successivamente derubricata dal gip.

Nel procedimento erano poi state contestate le tentate lesioni aggravate, anche dalla premeditazione, e il porto abusivo di armi.

Con la sentenza del 5 novembre, il gup ha ulteriormente riqualificato il fatto nel reato di percosse, disponendo una condanna a quattro mesi con pena sospesa e l'assoluzione dall'accusa relativa al porto dell'arma.

Il ventiduenne era presente in aula al momento della decisione. Nel procedimento si è costituita parte civile anche l'Anpi.

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