
Francis Kaufmann, conosciuto anche con lo pseudonimo di Rexal Ford, è stato condannato all'ergastolo per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate senza vita il 7 giugno 2025 nel parco di Villa Pamphili, a Roma.
La sentenza di primo grado è stata pronunciata oggi dalla prima Corte d'Assise del Tribunale di Roma, dopo circa quattro ore di camera di consiglio. I giudici hanno disposto anche tre anni di isolamento diurno.
La decisione dei giudici accoglie la richiesta formulata dalla Procura di Roma, che il 26 ottobre aveva sollecitato l'ergastolo con tre anni di isolamento diurno per il cittadino americano.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pubblico ministero Antonio Verdi, ha riguardato il duplice omicidio aggravato e l'occultamento di cadavere.
Nella requisitoria, l'accusa aveva ricostruito le circostanze della morte delle due vittime e il comportamento dell'imputato nei giorni precedenti al ritrovamento dei corpi.
La difesa di Kaufmann, rappresentata dall'avvocato Paolo Foti, aveva invece chiesto l'assoluzione, sostenendo l'insufficienza delle prove a carico dell'uomo.
I corpi di Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda erano stati trovati il 7 giugno 2025 all'interno del parco di Villa Pamphili, a distanza di circa cento metri l'uno dall'altro.
Secondo la ricostruzione dell'accusa, la donna sarebbe stata uccisa per prima, mentre la bambina sarebbe morta alcuni giorni dopo. Dopo i fatti, Kaufmann era fuggito in Grecia, dove era stato arrestato e successivamente estradato in Italia.
Il caso aveva sollevato anche interrogativi sui controlli effettuati dalle forze dell'ordine nei giorni precedenti alla scoperta dei corpi: durante la requisitoria, il pubblico ministero aveva infatti criticato il mancato intervento degli agenti che il 5 giugno 2025 avevano identificato l'uomo mentre si trovava con la figlia, ancora in vita.
La pronuncia di oggi rappresenta la prima sentenza di condanna nel procedimento per la morte di Anastasia e Andromeda. Non si tratta quindi di una decisione definitiva.
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