Roma, 16 ottobre 2026
ultime notizie
Cronaca di Roma

Studenti in piazza con Les Blocages: scuole bloccate e protesta al ministero. Bruciate bandiere Usa e Israele

Nuova mobilitazione nella Capitale dopo le proteste in Francia e Spagna. Nel mirino classi sovraffollate, docenti precari e costi dell’istruzione. «Portiamo la nostra rabbia al Ministero, non ci fermeremo a questa giornata»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Studenti in piazza con Les Blocages: scuole bloccate e protesta al ministero. Bruciate bandiere Usa e Israele

Scuole bloccate e studenti in corteo a Roma per una nuova giornata di mobilitazione promossa dal movimento Les Blocages Roma. Nella mattinata di venerdì 16 ottobre, ragazze e ragazzi hanno interrotto le attività nei propri istituti e sono scesi in piazza, dirigendosi verso il ministero dell’Istruzione per portare le proprie rivendicazioni direttamente alle istituzioni. La protesta arriva dopo le mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno attraversato Francia e Spagna. Sulla scia delle iniziative organizzate oltralpe, gli studenti romani chiedono interventi concreti sulla scuola pubblica, sul costo della vita e sugli spazi destinati ai giovani.

«Una scuola che cade a pezzi»: le ragioni della protesta

Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni degli istituti scolastici, le classi sovraffollate, la precarietà degli insegnanti e le difficoltà economiche che, secondo gli organizzatori, rendono sempre meno accessibile il diritto allo studio. «Oggi abbiamo bloccato le nostre scuole e siamo scesi in piazza perché siamo stanchi di una scuola che cade a pezzi, di classi sovraffollate, di professori precari e di un diritto allo studio che ogni anno diventa sempre meno accessibile», spiegano gli studenti in una nota. Nel mirino anche le scelte di spesa del Governo: «Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi per l’istruzione, mentre il Governo trova miliardi da investire nel riarmo».

Scuola gratuita e aiuti contro il caro vita

Tra le richieste avanzate da Les Blocages Roma ci sono maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, un’istruzione realmente gratuita, misure per contrastare il caro vita e la creazione di nuovi spazi di aggregazione per i giovani. «Non è più accettabile che studiare sia un privilegio, che le nostre famiglie debbano spendere centinaia di euro ogni anno per mandarci a scuola e che, mentre il costo della vita continua a salire, a pagare siano sempre gli stessi», sottolineano i promotori della protesta. Gli studenti guardano alle mobilitazioni francesi come a un esempio di organizzazione collettiva: «Quello che sta succedendo in Francia ci dimostra che possiamo organizzarci, bloccare le nostre scuole e farci ascoltare. Vogliamo fare lo stesso anche qui».

«Non ci fermeremo a questa giornata»

La manifestazione di venerdì, assicurano gli organizzatori, rappresenta soltanto l’inizio di una mobilitazione che punta a coinvolgere un numero crescente di istituti della Capitale. «Oggi portiamo la nostra rabbia al Ministero, perché è lì che vengono prese le decisioni che pesano ogni giorno sulle nostre vite», affermano gli studenti, annunciando l’intenzione di proseguire le iniziative e allargare la protesta alle scuole di Roma. La nota si chiude con un messaggio rivolto alle istituzioni: «Da Parigi a Roma, la nostra generazione non ha intenzione di rimanere a guardare mentre le viene tolto il futuro».

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice