
Scuole bloccate e studenti in corteo a Roma per una nuova giornata di mobilitazione promossa dal movimento Les Blocages Roma. Nella mattinata di venerdì 16 ottobre, ragazze e ragazzi hanno interrotto le attività nei propri istituti e sono scesi in piazza, dirigendosi verso il ministero dell’Istruzione per portare le proprie rivendicazioni direttamente alle istituzioni. La protesta arriva dopo le mobilitazioni che nelle ultime settimane hanno attraversato Francia e Spagna. Sulla scia delle iniziative organizzate oltralpe, gli studenti romani chiedono interventi concreti sulla scuola pubblica, sul costo della vita e sugli spazi destinati ai giovani.
Al centro della mobilitazione ci sono le condizioni degli istituti scolastici, le classi sovraffollate, la precarietà degli insegnanti e le difficoltà economiche che, secondo gli organizzatori, rendono sempre meno accessibile il diritto allo studio. «Oggi abbiamo bloccato le nostre scuole e siamo scesi in piazza perché siamo stanchi di una scuola che cade a pezzi, di classi sovraffollate, di professori precari e di un diritto allo studio che ogni anno diventa sempre meno accessibile», spiegano gli studenti in una nota. Nel mirino anche le scelte di spesa del Governo: «Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi per l’istruzione, mentre il Governo trova miliardi da investire nel riarmo».
Tra le richieste avanzate da Les Blocages Roma ci sono maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, un’istruzione realmente gratuita, misure per contrastare il caro vita e la creazione di nuovi spazi di aggregazione per i giovani. «Non è più accettabile che studiare sia un privilegio, che le nostre famiglie debbano spendere centinaia di euro ogni anno per mandarci a scuola e che, mentre il costo della vita continua a salire, a pagare siano sempre gli stessi», sottolineano i promotori della protesta. Gli studenti guardano alle mobilitazioni francesi come a un esempio di organizzazione collettiva: «Quello che sta succedendo in Francia ci dimostra che possiamo organizzarci, bloccare le nostre scuole e farci ascoltare. Vogliamo fare lo stesso anche qui».
La manifestazione di venerdì, assicurano gli organizzatori, rappresenta soltanto l’inizio di una mobilitazione che punta a coinvolgere un numero crescente di istituti della Capitale. «Oggi portiamo la nostra rabbia al Ministero, perché è lì che vengono prese le decisioni che pesano ogni giorno sulle nostre vite», affermano gli studenti, annunciando l’intenzione di proseguire le iniziative e allargare la protesta alle scuole di Roma. La nota si chiude con un messaggio rivolto alle istituzioni: «Da Parigi a Roma, la nostra generazione non ha intenzione di rimanere a guardare mentre le viene tolto il futuro».
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