Roma, 5 ottobre 2026
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Tiburtina Valley, il piano per rilanciare il distretto: 156 mw di fotovoltaico e risparmi energetici fino al 40 per cento

Il Campidoglio presenta il Master Plan per uno dei principali poli produttivi della città. Nuove reti fognarie, potenziamento del depuratore di Settecamini e riuso delle acque: «Vogliamo trasformare il distretto in un laboratorio di innovazione industriale»

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 4'
Tiburtina Valley, il piano per rilanciare il distretto: 156 mw di fotovoltaico e risparmi energetici fino al 40 per cento

Più energia rinnovabile, meno costi per le aziende e una nuova strategia per la gestione dell’acqua. È il cuore del Master Plan per la Tiburtina Valley, presentato lunedì 5 ottobre dal Campidoglio nell’ambito del progetto europeo «Net Zero Districts». L’obiettivo è rafforzare la competitività di uno dei principali distretti produttivi della Capitale attraverso interventi che riguardano energia, risorse idriche, infrastrutture e adattamento ai cambiamenti climatici. Il piano è stato illustrato alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’assessora ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini, del presidente del IV municipio Massimiliano Umberti e del presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo, insieme ai rappresentanti di ministero dell’Ambiente, Acea, Areti e Roma Capitale. Il documento è il risultato di mesi di confronti, workshop e sopralluoghi nelle aziende, realizzati con Unindustria, Acea e Areti.

Sui tetti 156 mw di fotovoltaico

Uno dei dati più rilevanti riguarda il potenziale energetico dell’area. Oggi nella Tiburtina Valley sono installati circa 10,5 mw di fotovoltaico distribuiti su 77 edifici. Ma la capacità potenziale dei tetti dei capannoni supera i 156 mw, con una produzione stimata fino a quasi 200 gwh di energia all’anno. Il Master Plan individua una combinazione di strumenti: nuovi impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, condivisione dell’energia, elettrificazione dei consumi termici e servizi di flessibilità attraverso il programma RomeFlex di Areti. A seconda delle caratteristiche delle singole imprese e degli interventi realizzati, il pacchetto potrebbe consentire una riduzione della spesa energetica tra il 20 e il 40 per cento, con tempi di rientro degli investimenti stimati tra tre e otto anni. A queste soluzioni potranno aggiungersi contratti per l’acquisto di energia prodotta da impianti solari ed eolici esterni al distretto.

Nuova rete fognaria e riuso dell’acqua

L’altro grande capitolo del piano riguarda l’acqua. Roma Capitale sta lavorando insieme ad Acea Ato 2 al potenziamento del depuratore di Settecamini e alla realizzazione della nuova rete fognaria nell’area industriale lungo la via Tiburtina. Previsti anche sistemi per il riutilizzo delle acque depurate per gli usi compatibili. L’obiettivo è ridurre progressivamente il ricorso ai pozzi e i prelievi dalla falda, aumentando al tempo stesso la sicurezza e la programmabilità degli approvvigionamenti per le imprese. Per accompagnare gli interventi è stato istituito un tavolo tecnico di coordinamento con Acea, Autorità di Bacino e Città Metropolitana, con la partecipazione consultiva di Unindustria.

Più alberi e meno cemento

Il Master Plan comprende anche una parte dedicata alla resilienza climatica. Sono programmati interventi per aumentare il patrimonio arboreo lungo l’asse Tiburtino, ridurre le superfici impermeabili e contrastare l’effetto isola di calore. Tra le soluzioni previste ci sono nuove piantumazioni, interventi di depaving e l’utilizzo di pavimentazioni drenanti.

Gualtieri: «Sostenibilità e competitività possono procedere insieme»

«Questo lavoro dimostra che sostenibilità e competitività possono procedere insieme», ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come l’innovazione ambientale possa contribuire a ridurre i costi delle imprese e i rischi legati agli impatti climatici. «Vogliamo continuare in questa collaborazione virtuosa e trasformare questo distretto in un laboratorio di innovazione industriale, capace di produrre benefici concreti per le aziende che già operano qui e di attrarne di nuove, creando lavoro e sviluppo per Roma», ha aggiunto. Per l’assessora Segnalini nuova rete fognaria, depuratore e riutilizzo delle acque fanno parte di «una stessa strategia», con l’obiettivo di trasformare le esigenze infrastrutturali in opportunità di innovazione.

«Fare della Tiburtina una grande area industriale europea»

Secondo Biazzo la Tiburtina rappresenta uno dei principali poli produttivi del Lazio, con realtà che spaziano dalla manifattura avanzata all’aerospazio e difesa, dall’Ict alla logistica e all’agroindustria. Nel quadrante si trovano inoltre il Tecnopolo Tiburtino e il Centro Agroalimentare Romano, mentre il Rome Technopole e la prospettiva di un nodo di High Performance Computing con Cineca potrebbero rafforzare ulteriormente il collegamento tra ricerca, innovazione e imprese. «Dobbiamo avere l’ambizione di fare della Tiburtina una grande area industriale europea», ha detto Biazzo. Il minisindaco Umberti ha infine definito il progetto un passaggio importante sul fronte della transizione climatica e dell’innovazione, con l’obiettivo di sostenere nel medio e lungo periodo la crescita di un distretto destinato, nelle intenzioni dei promotori, a diventare uno dei motori produttivi della Capitale.

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