Roma, 5 giugno 2026
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Tornado a Prati Fiscali, Gualtieri tra i residenti: «Chiederemo lo stato di calamità naturale»

Il sindaco ha effettuato un sopralluogo nelle zone più colpite dal maltempo. Oltre 300 interventi nelle prime ore dell’emergenza e una prima stima di 500mila euro di danni alle strutture pubbliche

di Camilla Palladino - TEMPO DI LETTURA 3'
Foto di Camilla Palladino

Foto di Camilla Palladino

A due giorni dal tornado che ha colpito il quadrante nord-est della Capitale, il sindaco Roberto Gualtieri ha effettuato un sopralluogo nelle aree maggiormente danneggiate del III municipio. Il percorso è iniziato all’incrocio tra via dei Prati Fiscali e via Val di Sangro ed è proseguito fino a largo Valtournanche, attraversando una delle zone che hanno subito le conseguenze più pesanti del fenomeno meteorologico. Durante la visita il primo cittadino ha incontrato residenti e commercianti, fermandosi davanti ad alcune delle attività danneggiate, tra cui un distributore di carburante, un fioraio, una concessionaria e diversi edifici residenziali colpiti dalla caduta di alberi e detriti. Numerosi cittadini hanno avvicinato il sindaco per ringraziarlo della rapidità con cui sono stati avviati gli interventi di emergenza.

«Evento estremo che si verifica ogni 50 anni»

Nel corso del sopralluogo Gualtieri ha ribadito l’eccezionalità del fenomeno che si è abbattuto il 3 giugno sui quartieri di Prati Fiscali, Conca d’Oro e Tufello. «Riteniamo che ci siano tutti gli estremi per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale, perché è stato un evento inusuale, estremo, che secondo gli esperti è un tornado di un’intensità tale che a Roma si verifica ogni 50 anni», ha dichiarato il sindaco. Secondo le rilevazioni disponibili, le centraline meteorologiche più vicine hanno registrato raffiche fino a 90 chilometri orari. Nelle aree direttamente interessate dal vortice, tuttavia, la velocità del vento avrebbe superato ampiamente i 100 chilometri orari.

Entro dieci giorni la richiesta alla Regione

Roma Capitale si prepara ora ad avviare l’iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. «Entro i dieci giorni previsti dalla legge, appena avremo completato la ricognizione dei danni, presenteremo alla Regione Lazio la richiesta di riconoscimento», ha spiegato Gualtieri. In questi giorni gli operatori della Protezione civile stanno effettuando sopralluoghi porta a porta nelle aree colpite per censire i danni subiti da abitazioni, attività commerciali e strutture private. I cittadini possono inoltre segnalare le proprie situazioni attraverso i punti mobili allestiti sul territorio, come il camion fermo in largo Valtournanche. L’eventuale riconoscimento dello stato di calamità consentirebbe di attivare misure di ristoro economico per i privati danneggiati.

Danni pubblici per circa mezzo milione di euro

La prima stima effettuata dal Campidoglio quantifica in circa 500mila euro i danni alle infrastrutture e ai beni pubblici. «Sugli alberi siamo a qualche centinaia di migliaia di euro, circa 200mila, poi ci sono i cartelli stradali e altre strutture danneggiate», ha spiegato il sindaco. A questa cifra dovrà essere aggiunta la quantificazione dei danni subiti dai privati, ancora in fase di accertamento.

Oltre 300 interventi nelle prime ore dell’emergenza

Il sindaco ha voluto ringraziare l’intera macchina dei soccorsi che si è attivata fin dai primi minuti successivi all’evento. «Questa non è solamente una mia ricognizione sulla situazione dei danni, ma un lavoro che continua dal primo momento in cui il tornado si è abbattuto su questa zona», ha sottolineato. Per fronteggiare l’emergenza sono stati effettuati oltre 300 interventi complessivi. Sul territorio hanno operato il Servizio Giardini di Roma Capitale con 32 operatori e mezzi specializzati, la Polizia Locale con circa 150 interventi, i Vigili del Fuoco con altrettante operazioni, sette squadre della Protezione civile composte da 28 volontari e sei coordinatori, oltre ai tecnici del III municipio e ad Ama. Il direttore del Dipartimento Protezione Civile di Roma Capitale, Giuseppe Napolitano, ha spiegato che le richieste di intervento pervenute alla sala operativa sono state circa 170. Un ruolo decisivo è stato svolto dalle associazioni di volontariato, che hanno contribuito a liberare rapidamente le strade dagli alberi e dai materiali che ne avevano causato l’interruzione.

Sessanta alberature coinvolte

La conta dei danni al patrimonio arboreo evidenzia la violenza del fenomeno. Secondo i dati del Servizio Giardini risultano 48 schianti e 10 abbattimenti di alberature pubbliche, oltre a sei schianti di alberi privati. Complessivamente sono stati effettuati circa 60 interventi legati a rami e alberature pericolanti. «Gli alberi saranno ripiantumati. Grazie al lavoro di manutenzione e di prevenzione svolto negli ultimi anni i danni sono stati inferiori a quelli che avrebbero potuto verificarsi», ha affermato Gualtieri.

La solidarietà del quartiere

Nel corso della mattinata il sindaco e il presidente del III municipio Paolo Marchionne hanno più volte sottolineato la risposta della comunità locale. «Voglio ringraziare anche i cittadini perché si sono mossi da subito con uno spirito molto solidale, dando il senso di un quartiere che è anche una comunità», ha detto Gualtieri. Un concetto ribadito anche da Marchionne, che ha raccontato come molti residenti abbiano scelto di aiutare vicini e commercianti prima ancora di occuparsi dei danni subiti personalmente. «Più che preoccuparsi della propria auto danneggiata, molte persone si sono messe subito a dare una mano agli altri. È stata una grande risposta della comunità», ha spiegato il presidente municipale. Conclusa la fase di emergenza, il Comune procederà ora alla rimozione delle ultime alberature ancora a terra e al completamento delle verifiche necessarie per definire il quadro complessivo dei danni e avviare la richiesta di stato di calamità naturale alla Regione Lazio.

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