
Foto di Camilla Palladino
La storica sede del Pci di via dei Giubbonari 38, chiusa da dieci anni, riapre le sue porte trasformandosi nella nuova Casa della Resistenza. Lo spazio, inaugurato giovedì 4 giugno alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, degli assessori capitolini Massimiliano Smeriglio (Cultura) e Tobia Zevi (Patrimonio) e della presidente del I municipio Lorenza Bonaccorsi, sarà dedicato alla memoria della lotta di Liberazione nella Capitale e ospiterà attività culturali e di studio. La struttura è intitolata a Guido Rattoppatore e a tutti i partigiani e le partigiane che operarono durante la guerra di Liberazione nel territorio romano. Una targa commemorativa è stata apposta all’esterno dell’edificio per ricordare il militante comunista e combattente dei Gap attivo nel centro storico durante l’occupazione nazifascista.
I locali, completamente riqualificati, ospiteranno un’aula studio gratuita con circa 30 postazioni, aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, oltre a uno spazio polifunzionale destinato a incontri, dibattiti, presentazioni di libri, piccole mostre e iniziative culturali. La gestione sarà pubblica, ma gli spazi saranno messi a disposizione delle associazioni partigiane e combattentistiche, delle realtà associative del centro storico e delle istituzioni municipali per promuovere attività legate alla memoria storica e alla partecipazione civica.
«Abbiamo voluto mantenere la dedica a Guido Rattoppatore, che è stato un grande combattente dei Gap della zona centro e ha partecipato alla liberazione della città», ha spiegato Smeriglio durante l’inaugurazione. «La gestione sarà pubblica, ma lo spazio sarà a disposizione delle associazioni combattentistiche e partigiane, delle associazioni del centro storico e del I municipio. Ci saranno postazioni di studio, ma soprattutto una missione precisa: ricordare la Resistenza romana».
L’assessore Zevi ha sottolineato il percorso che ha portato alla realizzazione del progetto, definendolo atipico rispetto alle consuete procedure amministrative. «Abbiamo dedicato molto tempo alla riflessione, alla progettazione e all’ascolto e poi siamo riusciti a realizzare questo spazio in tempi rapidi», ha spiegato. «Avremmo potuto scegliere strade più semplici, destinando i locali a un unico soggetto o a una sola attività. Abbiamo invece voluto costruire una Casa della Resistenza che fosse prima di tutto una casa aperta, plurale e condivisa». Secondo Zevi, la sfida sarà ora quella di rendere la memoria patrimonio delle nuove generazioni, trasformando lo spazio in un luogo capace di favorire studio, conoscenza e impegno civile.
La minisindaca Bonaccorsi ha ricordato il lungo percorso istituzionale che ha portato alla riapertura dello spazio, avviato già nel 2021 con le prime iniziative del municipio. «Ricordare fatti e persone che diedero vita alla Resistenza in città e trasmettere questo patrimonio alle giovani generazioni è il compito della Casa della Resistenza Romana», ha affermato. «Vogliamo che sia un luogo plurale di approfondimento, riflessione, studio e iniziativa». Bonaccorsi ha inoltre richiamato la figura di Guido Rattoppatore, operaio comunista del rione che partecipò alle attività clandestine contro l’occupazione nazifascista. «È l’esempio di quella Roma che si è battuta, che non è stata a guardare e che nei tempi più bui non si è voltata dall’altra parte».
Lo spazio di via dei Giubbonari rappresenta una delle sedi storiche della sinistra romana e non era più attivo dal 2016. Il progetto di recupero, frutto della collaborazione tra Roma Capitale e I municipio punta oggi a restituire alla città un luogo dedicato non solo alla conservazione della memoria della Resistenza, ma anche allo studio, alla partecipazione e alla vita culturale del centro storico. La Casa della Resistenza si inserisce così nel più ampio percorso di valorizzazione della memoria antifascista promosso dalle istituzioni capitoline, con l’obiettivo di coinvolgere soprattutto le nuove generazioni nella conoscenza della storia della città durante gli anni dell’occupazione e della Liberazione.
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