
Prosegue l’iter della manovra compensativa approvata nel 2022 per affrontare il tema dei diritti edificatori maturati nei confronti di privati e ridurre il debito urbanistico di Roma Capitale. Il punto sullo stato di avanzamento è stato fatto questa mattina durante una seduta della Commissione Urbanistica, dedicata in particolare al bando ricognitivo delle aree e degli edifici potenzialmente idonei a ospitare i diritti edificatori.
Nel corso della Commissione gli uffici capitolini hanno illustrato lo stato delle procedure. Su 26 proposte ritenute accoglibili, sono già state avviate 12 conferenze di servizi, mentre le altre 14 sono ancora in fase istruttoria. L’obiettivo è individuare le aree sulle quali trasferire i diritti edificatori derivanti dalle compensazioni urbanistiche previste dalla normativa e dagli accordi già esistenti.
L’amministrazione ha precisato che le proposte attualmente in esame riguardano piccoli interventi di rigenerazione urbana e operazioni localizzate su aree che risultano già edificabili secondo gli strumenti urbanistici vigenti. Per questo motivo, è stato sottolineato, gli interventi non comportano nuovo consumo di suolo, né la trasformazione di aree agricole, aree non edificabili o terreni destinati a servizi pubblici.
Durante la seduta è stato ricordato che il sistema delle compensazioni nasce dai debiti edificatori accumulati da Roma Capitale nei confronti di diversi soggetti privati. Secondo quanto riferito dall’Assessorato all’Urbanistica, il mancato intervento negli anni passati ha generato numerosi contenziosi tra amministrazione e privati, determinando un aumento dei commissariamenti ad acta e costi rilevanti per le casse comunali.
L’avanzamento della manovra consentirà, secondo il Campidoglio, di ridurre progressivamente il debito edificatorio dell’amministrazione senza introdurre nuove edificazioni rispetto a quelle già previste dal Piano regolatore generale. La strategia, sottolinea l’Assessorato all’Urbanistica, è coerente con i principi contenuti nelle nuove Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore, recentemente approvate dall’Assemblea Capitolina, che escludono la trasformazione di aree agricole in nuove aree edificabili e puntano sulla rigenerazione della città esistente.
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