Roma, 5 giugno 2026
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Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme in «E Morte non avrà dominio»: debutto al Romaeuropa Festival e tournée in tutta Italia

Vinicio Capossela debutta con la sua prima «Ballad Opera», «E Morte non avrà dominio», ispirata a Dylan Thomas e dedicata a Renato Striglia. Prima assoluta al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre, poi tournée nei teatri italiani.

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla insieme in «E Morte non avrà dominio»: debutto al Romaeuropa Festival e tournée in tutta Italia

Vinicio Capossela, cantautore, scrittore e performer tra le figure più originali della scena musicale italiana, porta in teatro «E Morte non avrà dominio», la sua prima «Ballad Opera». Lo spettacolo debutterà il 3 e 4 ottobre al Romaeuropa Festival, al Teatro Olimpico di Roma, prima di una tournée che attraverserà numerose città italiane.

L'opera nasce dal percorso artistico sviluppato attorno a «Under Milk Wood», il celebre poema per voci del poeta gallese Dylan Thomas, già al centro del radiodramma «Sotto il bosco di latte», trasmesso da Rai Radio3 e disponibile su RaiPlay Sound.

Un omaggio a Renato Striglia e all'opera di Dylan Thomas

«E Morte non avrà dominio» è dedicata alla memoria di Renato Striglia, dj radiofonico e amico di Capossela, scomparso prematuramente. Per anni Striglia aveva lavorato a una traduzione italiana di «Under Milk Wood» senza riuscire a completarla.

Lo spettacolo celebra la vita, la comunità e l'innocenza attraverso le storie degli abitanti di Llareggub, il villaggio immaginario creato da Dylan Thomas. Una comunità popolata da personaggi eccentrici, fragili e profondamente umani, che diventano il simbolo di una pluralità capace di resistere all'omologazione.

Pierpaolo Capovilla protagonista in scena

Al centro della rappresentazione c'è Pierpaolo Capovilla, musicista, autore e voce storica del rock italiano, chiamato da Capossela a condividere un racconto che intreccia amicizia, memoria e quella che viene definita «epica del fallimento».

Solo in scena con un gatto, immerso in una vasca che richiama un'arca di Noè, Capovilla si confronta con le presenze che abitano il racconto. I personaggi di Llareggub attraversano la sua solitudine mentre si sviluppa un dialogo continuo tra narrazione e musica.

«Questa storia - racconta Capossela -, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare»

L'artista aggiunge:

«È una storia di amicizia, un’amicizia maschile» e spiega di aver invitato Capovilla «proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia» insieme a temi come «il rock'n'roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione».

Quindici canzoni inedite e una comunità in scena

Accanto ai due protagonisti, musicisti, interpreti, cantanti d'opera e voci registrate danno forma a una comunità in continua trasformazione. Lo spettacolo include quindici canzoni originali composte da Capossela, che saranno successivamente raccolte nel suo nuovo progetto discografico.

«Questo è un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sulla comunità», afferma il cantautore. Un messaggio che assume un significato particolare in un periodo segnato da conflitti e nuove solitudini. La scelta di Capossela è quella di schierarsi dalla parte della fragilità, della pluralità e della vita, nel segno delle parole di Dylan Thomas: «la morte non avrà dominio».

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