
Si è aperta domenica 12 aprile la 58ª edizione di Vinitaly a Verona, manifestazione in programma fino al 15 aprile 2026. Il Lazio si è presentato all’appuntamento con un progetto strutturato di promozione e posizionamento del proprio sistema vitivinicolo, curato da Arsial e realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Roma. Le date indicate nei materiali risultano coerenti con il calendario ufficiale della fiera.
Saranno protagoniste della presenza regionale 61 realtà enologiche tra aziende e consorzi, all’interno di un Padiglione Lazio di oltre 2.000 metri quadrati collocato all’ingresso Cangrande e concepito come spazio di incontro, degustazione e business.
L’inaugurazione ufficiale del Padiglione Lazio si è svolta domenica 12 aprile alle 12.30, segnando l’avvio delle attività e degli appuntamenti dedicati a operatori, buyer e stampa. Anche questo passaggio coincide con quanto comunicato da Arsial alla vigilia dell’apertura.
Al taglio del nastro hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giancarlo Righini, il presidente di Arsial Massimiliano Raffa e diversi esponenti istituzionali, tra cui il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma.
La cerimonia ha dato il via a un programma destinato ad accompagnare per tutta la durata della fiera la promozione del sistema vitivinicolo laziale.
A guidare la presenza del Lazio è stato il concept “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio”, pensato come chiave narrativa dell’intera partecipazione regionale.
L’idea è quella di presentare il vino non soltanto come prodotto, ma come espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di un territorio che tiene insieme paesaggio, tradizioni e accoglienza.
Con oltre 18mila ettari di vigneto, più di 350 cantine attive e una produzione annua di circa 730mila ettolitri, il Lazio si è presentato a Vinitaly come un sistema vitivinicolo strutturato, con una forte prevalenza di vini bianchi, 94 varietà di uve, di cui 37 autoctone, e 36 denominazioni tra Docg, Doc e Igt.
Il programma si è articolato tra degustazioni, incontri tecnici e momenti di approfondimento, accanto a masterclass “blind tasting” realizzate con la Fondazione Italiana Sommelier.
Nel palinsesto hanno trovato spazio anche masterclass promosse da consorzi e associazioni di settore, tra cui Consorzio Roma Doc, Donne del Vino Lazio, Consorzio dei Vignaioli del Lazio, Consorzio Atina Dop e Consorzio Olio di Roma Igp, insieme a workshop e convegni dedicati a innovazione, sostenibilità e sviluppo delle filiere.
Il Padiglione Lazio è stato inoltre pensato come uno spazio operativo dedicato al business, con incontri B2B, attività di networking e iniziative di incoming rivolte a buyer e operatori internazionali.
Per l’assessore Giancarlo Righini, «Vinitaly rappresenta una vetrina strategica per il sistema agroalimentare del Lazio e, in particolare, per il comparto vitivinicolo, che è uno degli ambasciatori più autorevoli della qualità e dell’identità dei nostri territori».
Righini ha aggiunto che «la Regione continua a investire con convinzione nel sostegno alle imprese, nella valorizzazione delle produzioni e nel rafforzamento della presenza sui mercati internazionali» e ha sottolineato che il lavoro svolto «in sinergia con Arsial e con tutti gli attori della filiera ci consente oggi di presentarci a Vinitaly con un sistema più competitivo, capace di coniugare tradizione e innovazione e di raccontare, attraverso il vino, l’eccellenza del Lazio».
Sulla stessa linea il presidente di Arsial Massimiliano Raffa, secondo cui «Vinitaly rappresenta un momento centrale per raccontare il lavoro delle nostre imprese e il livello di qualità raggiunto dal sistema vitivinicolo laziale».
Raffa ha spiegato che «negli ultimi anni abbiamo lavorato per rafforzare il sistema, investendo su qualità, innovazione e valorizzazione dei territori, accompagnando le imprese in un percorso di crescita e posizionamento» e ha indicato nella “Dolce Vita” «una chiave contemporanea per raccontare il vino laziale come espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di una visione».
Infine, ha rivendicato l’obiettivo della presenza regionale a Verona: «A Vinitaly portiamo il cuore del Lazio: storie, territori e persone che ogni giorno producono eccellenza», con l’ambizione di affermare la capacità del sistema vitivinicolo laziale di competere, crescere e conquistare nuovi spazi sui mercati internazionali.
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