
Il passaggio delle frecce tricolori durante la Festa della Repubblica del 2022 (Quirinale.it)
Con gli onori iniziali al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’esecuzione dell’inno nazionale, si è aperta a Roma la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali, nel giorno in cui la Festa della Repubblica coincide con gli 80 anni della Repubblica italiana.
La sfilata ha per manifesto «80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese», formula che richiama il senso della celebrazione: non solo la ricorrenza di una data fondativa della storia nazionale, ma anche il riconoscimento di un percorso collettivo costruito attraverso l’impegno di donne e uomini al servizio dello Stato.
Il capo dello Stato è arrivato in via dei Fori Imperiali scortato dai corazzieri a cavallo. Dopo l’inno di Mameli e gli onori militari, Mattarella è stato salutato dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalle altre autorità presenti.
Per il governo hanno partecipato, oltre al ministro della Difesa Guido Crosetto, anche i ministri Antonio Tajani, Carlo Nordio, Giuseppe Valditara, Gilberto Pichetto Fratin, Orazio Schillaci e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Ad aprire la parata anche la presenza dei territori. Sono circa 280 i sindaci e gli amministratori con la fascia tricolore che sfilano ai Fori Imperiali, in rappresentanza degli ottomila colleghi delle città e dei Comuni italiani.
Tra le regioni più rappresentate figurano Lazio, Piemonte e Lombardia. I Comuni capoluogo presenti sono dodici: Ascoli Piceno, Bari, Barletta, Brescia, Como, Crotone, Forlì, Napoli, Pordenone, Rieti, Roma e Terni.
Alla sfilata partecipano anche 58 donne, tra sindache e assessore. Per l’Anci sono presenti il presidente e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente del Consiglio nazionale e sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il sindaco di Bari Vito Leccese, il vicepresidente e sindaco di Ginosa Marina Vito Parisi e il vicepresidente e sindaco di Valdengo Roberto Pella.
Nel giorno dell’80esimo anniversario della Repubblica, anche il Colosseo è stato vestito di tricolore dai vigili del fuoco.
Ottanta operatori hanno calato lungo la facciata più alta dell’anfiteatro un mega Tricolore da 2.000 metri quadrati, alto 50 metri, largo 40 e dal peso di 450 chili.
L’edizione di quest’anno assume un valore particolare perché coincide con il ventesimo anniversario della prima storica calata del Tricolore dal Colosseo, effettuata nel 2006 dagli specialisti Saf, Speleo alpino fluviale, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Da allora, ogni 2 giugno, gli operatori Saf realizzano una delle immagini simbolo della Festa della Repubblica a Roma. Le tecniche adottate sono le stesse utilizzate negli interventi di salvataggio in ambienti impervi, su strutture pericolanti o in contesti ad alta complessità operativa.
Per la manovra è stato predisposto un sistema composto da 900 connettori e oltre 14mila metri di corde, fissato direttamente ai blocchi dell’anfiteatro con protezioni specifiche, senza chiodi o ancoraggi invasivi, così da salvaguardare il monumento.
Tra gli aspetti più delicati dell’operazione c’è stata la gestione del vento ai diversi livelli della facciata. A terra un coordinatore generale ha scandito i tempi della discesa, in collegamento con tre coordinatori posizionati sulla facciata, uno per ciascun colore della bandiera, incaricati di mantenere allineati verde, bianco e rosso durante la calata.
Nel giorno della celebrazione è arrivato anche il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che sui social ha scritto: «Oggi celebriamo gli 80 anni della Repubblica italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme, con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione».
Meloni ha aggiunto che «sono certo le grandi storie, ma anche - e forse soprattutto - le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell’Italia la straordinaria Nazione che è oggi». Per la presidente del Consiglio, «ottanta anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale».
La premier ha poi richiamato «la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future».
A Roma, la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli ha ricordato il significato storico del 2 giugno 1946, «in cui l’Italia scelse la democrazia, la libertà e la Repubblica».
Celli ha sottolineato anche il valore di quella giornata per la partecipazione femminile, ricordando che fu una data storica che vide «per la prima volta, il voto delle donne italiane, protagoniste della costruzione del futuro del Paese».
«Oggi celebriamo quella scelta collettiva e il coraggio di chi ha immaginato un’Italia più giusta, moderna e democratica», ha scritto la presidente dell’Assemblea capitolina, aggiungendo che sono valori «che abbiamo il dovere di custodire e rendere vivi ogni giorno». Perché, ha concluso, «la Repubblica non è solo memoria. È responsabilità, partecipazione e futuro».
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