
Alessandro Rivera presidente Acea al Festival dell'Acqua (Foto AceaGruppo/X)
Guardare oltre il PNRR e costruire una vera strategia europea per le infrastrutture idriche, sostenuta da risorse stabili e capace di mettere insieme investimenti pubblici e privati. È la proposta avanzata dal presidente di Acea, Alessandro Rivera, intervenuto a Roma all’Euro-Mediterranean Water Forum 2026.
«Il cambiamento climatico sta modificando profondamente il modo in cui dobbiamo pensare alle infrastrutture idriche», ha spiegato Rivera, ricordando come il PNRR abbia rappresentato «un’occasione eccezionale», con 4,3 miliardi di euro stanziati per il solo settore idrico.
La questione, secondo il presidente di Acea, è adesso costruire un sistema in grado di proseguire oltre la fase straordinaria dei fondi del Piano.
Rivera propone per la resilienza idrica un modello europeo simile, nell’impostazione, a quello utilizzato per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili.
«L’Europa deve fare sulla resilienza idrica quello che ha saputo fare, in una fase precedente, sulle energie rinnovabili: definire una strategia comune, creare un quadro stabile di regole e incentivi e utilizzare le risorse pubbliche come leva per mobilitare investimenti molto più ampi».
Per Acea il nodo non è quindi soltanto la disponibilità di fondi, ma la costruzione di una politica europea di lungo periodo, con una governance chiara e strumenti capaci di attirare capitale privato accanto agli investimenti pubblici.
«Occorre costruire una vera politica europea per la resilienza idrica, con risorse adeguate e stabili nei prossimi cicli di bilancio», ha aggiunto Rivera.
Il gruppo lega questa impostazione alla propria strategia industriale. Nei primi sei mesi del 2026 Acea dichiara di aver investito oltre 660 milioni di euro.
Rivera ha rivendicato anche il ruolo delle grandi utility, che operano contemporaneamente come imprese industriali, concessionarie di servizi pubblici e soggetti radicati nei territori.
Una posizione che, secondo il presidente, può consentire agli operatori di fare da raccordo tra istituzioni, amministrazioni locali e investitori nella realizzazione delle infrastrutture necessarie ad affrontare scarsità della risorsa, eventi climatici estremi e necessità di ammodernamento delle reti.
Tra gli investimenti citati da Rivera c’è il raddoppio del tronco superiore dell’Acquedotto del Peschiera, un intervento dal valore di circa 1,5 miliardi di euro che il presidente di Acea ha definito «il progetto idrico più rilevante in Europa».
L’opera è pensata per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento di un sistema che serve oltre quattro milioni di persone in circa 150 comuni del Lazio e consentire la manutenzione dell’acquedotto esistente, in funzione da più di ottant’anni.
Per Acea, però, il Peschiera deve rappresentare anche qualcosa di più di una grande opera regionale.
Il gruppo punta a utilizzare il progetto per mettere a sistema nuove tecnologie, competenze e know-how, con l’obiettivo di costruire un modello che possa essere replicato in altri territori italiani e sui mercati internazionali.
«Acea sta costruendo le infrastrutture idriche del futuro, investendo principalmente in grandi opere infrastrutturali», ha spiegato Rivera.
L’intervento si è svolto nell’ambito dell’Euro-Mediterranean Water Forum 2026, ospitato a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre e dedicato alle principali sfide legate alla gestione dell’acqua nell’area mediterranea.
Il Forum riunisce istituzioni, operatori industriali, mondo della ricerca e organizzazioni internazionali per discutere di scarsità idrica, cambiamenti climatici, infrastrutture, innovazione, finanza e governance.
Tra i temi dell’edizione 2026 c’è proprio la necessità di passare da interventi legati all’emergenza a una programmazione strutturale della resilienza idrica, in un Mediterraneo sempre più esposto a siccità ed eventi climatici estremi.
È in questo scenario che Acea colloca la richiesta di una nuova fase europea per l’acqua: superare la logica degli stanziamenti straordinari e creare le condizioni perché grandi investimenti infrastrutturali possano essere programmati e finanziati su un orizzonte di lungo periodo.
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