
Sono 2.358 i reati ambientali registrati nel Lazio nel corso del 2025, oltre sei al giorno e uno ogni 3,7 ore. È quanto emerge dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, che conferma la regione al quinto posto in Italia per numero complessivo di ecoreati, dietro Campania, Sicilia, Puglia e Calabria.
Il dato segna un calo rispetto ai 2.654 reati dell’anno precedente, ma rappresenta comunque il 6,6% del totale nazionale. A livello territoriale è la Città Metropolitana di Roma a concentrare il numero maggiore di illeciti, con 1.113 reati complessivi, seguita da Latina con 541, Frosinone con 228, Viterbo con 150 e Rieti con 135.
Nella classifica nazionale delle province, Roma resta al quarto posto, la stessa posizione occupata nell’edizione precedente del rapporto, quando i reati accertati erano stati 1.021. Tra le prime venti province italiane compare anche Latina, con 541 illeciti.
Nel Lazio sono stati effettuati complessivamente 109.822 controlli, con 2.140 persone denunciate, 17 arrestate e 511 sequestri. Gli illeciti amministrativi rilevati sono stati 5.391, mentre le sanzioni amministrative sono state 4.081.
Tra le criticità principali resta lo smaltimento illecito dei rifiuti. In questa categoria il Lazio è la quarta regione italiana per numero di reati, con 859 illeciti, in lieve crescita rispetto agli 848 dell’anno precedente.
La provincia di Roma è la terza peggiore d’Italia per reati legati al ciclo dei rifiuti: ne sono stati registrati 347, contro i 300 dell’anno precedente. Seguono Latina con 193 casi, Frosinone con 124, Viterbo con 59 e Rieti con 42.
Il Lazio si colloca inoltre al quarto posto per numero di incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti: tra il 2013 e aprile 2026 ne sono stati censiti 162, una media superiore ai 13 impianti interessati ogni anno.
Sul fronte dell’abusivismo edilizio, il Lazio è la sesta regione italiana con il maggior numero di reati. Nel 2025 ne sono stati registrati 461, in forte diminuzione rispetto ai 746 dell’anno precedente.
La provincia di Roma conta 155 reati ed è decima nella classifica nazionale, mentre Latina è tredicesima con 108. Seguono Frosinone con 41 casi, Rieti con 36 e Viterbo con 33.
Le illegalità contro gli animali registrate nel Lazio sono state 398, dato che colloca la regione al nono posto in Italia. Di queste, 260 sono state rilevate nella provincia di Roma, quarta peggiore a livello nazionale, mentre 71 riguardano Latina, 29 Rieti, 16 Viterbo e 13 Frosinone.
Per i reati contro il patrimonio culturale, il Lazio è invece la terza regione italiana, con 236 furti o gravi infrazioni ai danni di opere d’arte e beni culturali. Sono stati inoltre registrati 254 reati di incendio boschivo.
Nella speciale classifica relativa alla corruzione in materia ambientale, che prende in considerazione il periodo tra gennaio 2010 e aprile 2026, il Lazio si colloca al terzo posto con 194 inchieste.
«La piaga dell’ecomafia rimane fortissima nel Lazio, con numeri che lasciano stabilmente la nostra regione tra le peggiori», dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio.
Secondo Scacchi, sono soprattutto lo smaltimento illecito dei rifiuti e l’abusivismo edilizio a continuare a produrre conseguenze pesanti sui territori.
«Smaltimento illecito dei rifiuti e abusivismo edilizio su tutti, continuano a infliggere ferite profonde sui nostri territori e sulle comunità locali. Fermare con ogni mezzo la piaga del cemento illegale, ripartendo con gli abbattimenti e non ulteriori condoni edilizi regionali, contrastando le conseguenze nefaste come consumo di suolo o scarichi fognari illegittimi; fermare il moltiplicarsi delle discariche abusive, anche attraverso la realizzazione di tutti gli impianti per lo smaltimento corretto delle frazioni differenziate».
E aggiunge:
«Sono queste le politiche più urgenti che chiediamo con forza, a quanti hanno la responsabilità di governo territoriale, priorità imprescindibili che insieme all’enorme impegno delle forze dell’ordine, possono restituirci un Lazio libero dall’ecomafia che purtroppo appare oggi, ancora lontanissimo».
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