Roma, 11 marzo 2026
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«BAR: Benvenuti a Roma», il documentario che racconta la città attraverso i bar

«BAR: Benvenuti a Roma», documentario di Roberto Maria Nesci su Prime Video, racconta Roma attraverso i bar di quartiere tra identità urbana, comunità e trasformazioni sociali

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'
«BAR: Benvenuti a Roma», il documentario che racconta la città attraverso i bar

I bar di quartiere come specchio della città, luoghi di incontro dove si incrociano storie, identità e trasformazioni sociali. È da questa prospettiva che prende forma «BAR: Benvenuti a Roma», il documentario diretto da Roberto Maria Nesci e scritto da Maria Rita Di Bari (prodotto da Unicorn e disponibile su Prime Video). Il film è un giro della Capitale: si attraversano centro e periferie per restituire una Roma quotidiana, ironica e profondamente umana, lontana dalle stereotipate immagini turistiche.

«BAR: Benvenuti a Roma», il documentario che osserva la città dal bancone

Il progetto nasce da un profilo Instagram. Il cuore sempre il racconto della città con ironia e sensibilità sociale, ma o si trasforma in un lungometraggio documentaristico, dalla durata di un ora, che osserva Roma dal punto di vista più quotidiano e popolare: quello dei bar di quartiere.

In questo documentario il bar diventa uno spazio di osservazione privilegiato, un luogo dove si intrecciano vite, opinioni e frammenti di città. È qui che emergono contraddizioni, fragilità e trasformazioni di Roma, lontano dalle narrazioni turistiche più convenzionali.

Un viaggio nella città tra centro e periferie

La struttura narrativa segue una mappa ideale della città suddivisa in cinque quadranti: Nord, Sud, Est, Ovest e Centro. Ogni area è rappresentata da un bar simbolico capace di restituire l’identità del quartiere e della comunità che lo frequenta.

Tra i luoghi raccontati compaiono l’Antico Caffè Greco in piazza di Spagna, il Punto Ristoro Campanella a Corviale, il Bar Due Fontane al Flaminio, il Bar Pasticceria Iacobini a Conca d’Oro e Casamanfredi in zona Piramide. Attraverso questi spazi quotidiani il documentario restituisce un ritratto corale della città, che va dai bar storici del centro alle realtà delle periferie.

Ogni mattina la protagonista entra in un bar diverso, ascolta conversazioni e raccoglie storie. Tra battute, confidenze e momenti di silenzio prende forma un racconto che alterna scene vivaci e rumorose ad altre più riflessive, in cui l’osservazione si trasforma in scrittura.

Il bar come luogo sociale e culturale

Accanto ai baristi e agli avventori, il film ospita anche diverse voci del panorama culturale italiano. Tra i protagonisti compaiono Saverio Costanzo, Luca Telese, Pino Marino, Niccolò Senni e Mum Is The CEO, che accompagnano il viaggio nella città con riflessioni personali sul ruolo sociale del bar e sul senso di appartenenza a Roma.

In modo ironico si racconta la vita urbana, quella in cui il bar diventa un microcosmo capace di raccontare l'intera città. Un luogo dove le storie nascono spontaneamente e dove basta sedersi e aspettare: a Roma, al bar, qualcosa accade sempre.

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