Roma, 12 ottobre 2026
ultime notizie
Cultura

Cinema chiusi a Roma, Smeriglio annuncia un bando per i “terzi luoghi”: «Investi insieme a noi»

Il Campidoglio punta a sostenere proprietari e gestori che trasformino le vecchie sale in spazi polifunzionali, mantenendo il cinema come attività principale e affiancandogli teatro, letteratura e aule studio

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Cinema chiusi a Roma, Smeriglio annuncia un bando per i “terzi luoghi”: «Investi insieme a noi»

Un bando per aiutare a riaprire e trasformare i cinema chiusi di Roma in spazi culturali attivi durante tutta la giornata. Lo ha annunciato l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio intervenendo lunedì 12 ottobre alla Casa dell’Architettura durante il convegno “I cinema della comunità - Quando la socialità era una questione di prossimità”.

Il modello scelto dal Campidoglio è quello dei cosiddetti “terzi luoghi”: spazi nei quali la sala cinematografica resta la funzione centrale, ma viene affiancata da teatro, letteratura, aule studio e altre attività culturali e sociali.

«Stiamo per pubblicare un bando di primaria importanza basato sull’idea dei “terzi luoghi”, nel quale metteremo a disposizione risorse concrete», ha annunciato Smeriglio. Il messaggio rivolto a proprietari, esercenti e soggetti che hanno titolo per gestire le sale, ha spiegato, sarà: «Investi insieme a noi».

Cinema, teatro e aule studio nello stesso spazio

Il progetto parte dalla difficoltà di riportare in attività le numerose sale cinematografiche che negli ultimi decenni hanno abbassato le serrande nella Capitale.

Un censimento già richiamato da La Capitale aveva individuato 101 cinema chiusi tra il 2011 e il 2021: 43 risultavano abbandonati e 53 avevano cambiato destinazione d’uso, mentre soltanto cinque erano stati restituiti alla città con una funzione culturale.

Il nuovo bando dovrebbe intervenire proprio sulla possibilità di costruire partenariati tra pubblico e privato, senza puntare esclusivamente sulla riapertura delle sale nella loro configurazione tradizionale.

«L’obiettivo è trasformare questi spazi in luoghi d’incontro dove, accanto alla funzione principale che rimane il cinema, trovino spazio il teatro, la letteratura e le sale studio», ha spiegato Smeriglio.

L’assessore ha sottolineato che molte delle strutture interessate sono proprietà private e che il recupero richiede quindi un confronto con proprietari, esercenti, parrocchie e sale della comunità.

Smeriglio: «Non si può fare socialismo cinematografico per decreto»

Secondo Smeriglio, le cause della crisi delle sale sono diverse e non possono essere ricondotte a un solo fattore.

Tra gli elementi indicati dall’assessore ci sono la rendita immobiliare e le dinamiche speculative, ma anche i cambiamenti nelle abitudini del pubblico e la crescita delle piattaforme di streaming.

«Non si può fare “socialismo cinematografico” per decreto o per delibera», ha osservato, sottolineando la necessità di coinvolgere i soggetti privati nella costruzione dei nuovi modelli.

Il tema era già emerso nei mesi scorsi, quando il Campidoglio aveva indicato proprio nei “terzi luoghi” una possibile alternativa alla trasformazione degli ex cinema in spazi prevalentemente commerciali.

Dal Rialto al Teatro Valle

Smeriglio ha collegato il futuro bando agli altri interventi avviati dall’amministrazione per ampliare la rete culturale della città.

Tra questi ha citato il Cinema Rialto, per il quale sono in corso gli interventi finalizzati alla realizzazione di uno spazio polivalente a gestione pubblica.

L’assessore ha ricordato anche la riapertura del Teatro Valle, prevista per venerdì 16 ottobre dopo dodici anni di chiusura, e il lavoro sul Teatro Elsa Morante al Laurentino 38.

L’obiettivo dichiarato del Campidoglio è inoltre portare da 40 a 80 entro la fine della consiliatura la rete composta da biblioteche, aule studio e poli civici, distribuendo maggiormente l’offerta culturale tra centro, quartieri e periferie.

Le sale di comunità come modello per gli ex cinema

Il confronto alla Casa dell’Architettura, promosso per il terzo anno consecutivo dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, è stato dedicato in particolare alle sale della comunità.

Nate spesso come sale cinematografiche parrocchiali, queste strutture si sono progressivamente trasformate in centri culturali multifunzionali, mantenendo un rapporto diretto con il territorio.

Per Maria Costanza Pierdominici, vicepresidente dell’Ordine, si tratta di una rete di luoghi che nelle periferie e nei piccoli centri può svolgere una funzione di aggregazione e di presidio civico.

Paolo Verdeschi, coordinatore dell’Osservatorio 900 dell’OAR, ha indicato proprio questa evoluzione come una possibile strada anche per le sale private oggi inutilizzate: non più soltanto cinema, ma spazi inclusivi e polifunzionali da recuperare attraverso formule di collaborazione tra amministrazione e soggetti privati.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice