Roma, 6 ottobre 2026
ultime notizie
Politica

Conte: «Schlein non fa un passo indietro, ora affrettiamoci con le primarie»

Il leader M5S racconta il confronto con la segretaria Pd: proposta una terza figura per evitare il duello. «Non ho fatto nomi perché non c’è questa disponibilità». E sul voto: «Abbastanza probabile in primavera»

di Camilla Palladino TEMPO DI LETTURA 2'
Conte: «Schlein non fa un passo indietro, ora affrettiamoci con le primarie»

Giuseppe Conte rilancia sulle primarie del centrosinistra e, soprattutto, mette nero su bianco l’esito del confronto avuto nelle scorse settimane con Elly Schlein: l’ipotesi di un passo indietro reciproco per affidare la leadership a una terza figura non avrebbe trovato la disponibilità della segretaria del Partito democratico. È il nuovo capitolo della partita sulla guida del campo largo, che nelle ultime ore si è fatta ancora più concreta alla luce dell’ipotesi di elezioni politiche in primavera. «Con Schlein ci siamo incontrati anche altre volte. In un recentissimo incontro ho invitato Schlein a valutare, vista la preoccupazione per le primarie che c’è in parte dell’elettorato, un passo indietro di tutti i leader di partito per proporre una terza figura», ha detto il presidente del M5S intervenendo a Coffee Break su La7. «Gualtieri? Non ho fatto nomi perché non c’è per lei questa disponibilità». Il punto, dunque, torna a essere quello già emerso nel confronto interno al centrosinistra: da una parte l’ipotesi di una candidatura individuata attraverso le primarie, dall’altra la ricerca di una figura capace di superare il confronto diretto tra Schlein e Conte. Una possibilità che nelle ultime settimane ha alimentato il cosiddetto «toto-federatore», nel quale erano comparsi anche i nomi del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, di Gaetano Manfredi, Silvia Salis e Antonio Decaro. Gualtieri, però, ha già chiarito di essere concentrato sul lavoro in Campidoglio e sulla prospettiva di un secondo mandato.

Conte: «Dobbiamo affrettarci»

Dopo aver sondato la possibilità di una soluzione terza, Conte sembra ora spingere con maggiore decisione verso le primarie. Il motivo è legato anche ai tempi della legislatura: «Credo sia abbastanza probabile che in primavera» ci siano le elezioni politiche, ha spiegato il leader M5S. Per questo, «dobbiamo affrettarci a fare le primarie». Un’accelerazione che si inserisce nel dibattito già aperto nel centrosinistra. Proprio ieri, nel Pd, Alessandro Alfieri aveva indicato due strade per la leadership: Schlein oppure le primarie, sottolineando però che prima della scelta del candidato è necessario costruire un programma comune. La questione delle primarie resta infatti uno dei principali nodi nella costruzione dell’alleanza. Il Pd considera il risultato elettorale delle singole forze come un criterio possibile per individuare la leadership, ma ha lasciato aperta la strada delle primarie. Conte, invece, ha più volte sostenuto la necessità di non trasformare la scelta del candidato premier in una sfida personale tra i due principali leader.

Il nodo Schlein-Conte

La novità delle dichiarazioni di oggi (martedì 6 ottobre) è proprio il racconto fatto da Conte del confronto diretto con Schlein. Il leader M5S riferisce di aver proposto alla segretaria Pd di rinunciare entrambi alla candidatura per individuare una terza figura. Una soluzione che, secondo la sua ricostruzione, non avrebbe trovato disponibilità. Il tema era già emerso nel confronto interno alla coalizione. Goffredo Bettini, intervenendo ieri (lunedì 5 ottobre) sul futuro del campo largo, aveva invitato a rafforzare l’alleanza e a evitare che le eventuali primarie si trasformassero in uno scontro divisivo. Al tempo stesso, nel centrosinistra restano differenze sul perimetro della coalizione e su alcuni punti programmatici, in particolare sulla politica estera e sul sostegno militare all’Ucraina. Conte, però, ora mette l’accento soprattutto sui tempi. «Noi siamo pronti a parlare di programma», ha assicurato, indicando così il passaggio che, nella sua impostazione, dovrebbe accompagnare la scelta del candidato.

Il campo largo verso la scelta della leadership

Il confronto arriva mentre Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra lavorano alla costruzione di un’alleanza in vista delle prossime politiche. La manifestazione unitaria di Napoli dell’8 luglio aveva rappresentato uno dei momenti di maggiore esposizione comune, ma la questione di chi debba guidare la coalizione è rimasta aperta. Le posizioni emerse negli ultimi giorni mostrano una convergenza sull’esigenza di arrivare a una decisione, ma non ancora sul metodo. Per il Pd la leadership può essere espressa dal partito più votato oppure affidata alle primarie, Conte ha invece continuato a tenere aperta la soluzione di un nome terzo, salvo ora sollecitare un’accelerazione sul voto ai gazebo dopo aver constatato, secondo la sua ricostruzione, l’indisponibilità di Schlein a fare un passo indietro. «Dobbiamo affrettarci a fare le primarie», è quindi il nuovo messaggio del leader M5S. Sullo sfondo resta l’incognita dei tempi delle elezioni: se il voto dovesse effettivamente arrivare in primavera, il centrosinistra avrebbe davanti una finestra sempre più stretta per definire programma, perimetro dell’alleanza e soprattutto il nome di chi dovrà guidarla.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice