Roma, 6 ottobre 2026
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Rigenerazione urbana, il Lazio al centro del progetto europeo InterRevita: focus su piccoli e medi Comuni

Alla Regione la prima giornata del progetto Interreg Europe dedicato allo sviluppo territoriale sostenibile. Calvi: «Rigenerare significa ricucire il tessuto sociale, economico e ambientale delle nostre comunità»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Rigenerazione urbana, il Lazio al centro del progetto europeo InterRevita: focus su piccoli e medi Comuni

Il Lazio al centro del confronto europeo sulla rigenerazione urbana e lo sviluppo integrato dei territori. Si è aperta martedì 6 ottobre, nella sala Tevere della Regione Lazio, la tre giorni dedicata al progetto europeo «InterRevita», nato dalla cooperazione tra amministrazioni di diversi Paesi europei con l’obiettivo di condividere esperienze e buone pratiche per la rivitalizzazione delle città di piccole e medie dimensioni. La prima giornata è stata dedicata a un seminario tematico sulla rigenerazione urbana, organizzato dalla Direzione Urbanistica e politiche abitative, pianificazione territoriale e politiche del mare. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali Alessandro Calvi, con deleghe a Lavoro, Scuola, Formazione, Ricerca, Merito e Urbanistica, e Manuela Rinaldi, assessora ai Lavori pubblici, Politiche di ricostruzione, Viabilità e Infrastrutture.

Il progetto europeo

InterRevita rientra nel programma di cooperazione territoriale Interreg Europe 2021-2027 e coinvolge, oltre alla Regione Lazio, amministrazioni di Polonia, Spagna, Belgio, Lituania e Lettonia: City of Nowy Dwór Mazowiecki, Land and Housing of Navarra, City of Roeselare, Administration of Silute District Municipality e Jelgava Local Municipality. Il progetto punta a promuovere uno sviluppo territoriale integrato e sostenibile, con particolare attenzione alla rigenerazione urbana e alla rivitalizzazione socioeconomica dei piccoli e medi centri. Il percorso si basa sul confronto tra i diversi territori europei e sullo scambio delle esperienze considerate più efficaci. Nel corso della giornata Cristiana Pimpini ha illustrato le buone pratiche interregionali e il ruolo della Nuova Bauhaus europea come possibile motore per lo sviluppo locale. Francesco Nigro, architetto ed esperto esterno del progetto InterRevita, si è invece concentrato sui processi di rigenerazione e rivitalizzazione dei comuni di piccole e medie dimensioni.

Calvi: «Rigenerare significa ricucire il tessuto delle comunità»

Per l’assessore Calvi, la rigenerazione urbana non può essere considerata soltanto dal punto di vista edilizio o urbanistico. «Quando parliamo di rigenerazione urbana dobbiamo fare uno sforzo per superare la vecchia concezione puramente urbanistica o edilizia. Rigenerare significa ricucire il tessuto sociale, economico e ambientale delle nostre comunità», ha spiegato. Secondo Calvi, l’obiettivo è anche «restituire centralità a territori che rischiavano l’isolamento, trasformando le fragilità in nuove opportunità di sviluppo sostenibile». In questo quadro, ha sottolineato l’assessore, la Regione deve svolgere un ruolo di coordinamento, collegando «le linee di finanziamento europee, nazionali e regionali con i bisogni reali e quotidiani dei comuni, dei cittadini e delle imprese». Durante la prima giornata si è svolta inoltre la riunione del Comitato direttivo, in sessione amministrativa, per la chiusura del progetto europeo.

Rinaldi: «Non vogliamo limitarci a ricostruire ciò che è stato distrutto»

Il confronto europeo è stato collegato anche ai processi di ricostruzione e riqualificazione del territorio laziale. «La rigenerazione dei territori passa dalla capacità di guardare al futuro senza perdere il legame con la propria identità», ha dichiarato l’assessora Rinaldi. «La collaborazione europea e lo scambio di buone pratiche, come quelli promossi da InterRevita, ci offrono un’importante occasione per confrontarci e costruire nuove soluzioni, soprattutto per i piccoli e medi Comuni», ha aggiunto. Rinaldi ha richiamato anche il Piano Straordinario di Ricostruzione, indicato come uno strumento per trasformare gli interventi di ricostruzione in un’occasione più ampia di sviluppo: «Non vogliamo limitarci a ricostruire ciò che è stato distrutto, ma creare le condizioni per rendere i nostri territori più sicuri, moderni, accessibili e attrattivi». L’obiettivo, ha concluso l’assessora, è mettere a sistema infrastrutture, servizi, qualità urbana e sviluppo economico, creando le condizioni perché le persone possano continuare a vivere nei propri territori, investire e costruire lì il proprio futuro. Il seminario rappresenta così un momento di confronto in vista dei prossimi passaggi: dati, idee e modelli emersi dal progetto InterRevita potranno essere utilizzati come supporto per tradurre sul territorio le nuove strategie di rigenerazione urbana, a partire soprattutto dalle realtà di dimensioni più contenute.

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