Roma, 24 febbraio 2026
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Corso Trieste, al via l’ancoraggio delle radici per cinque pini storici

Intervento sperimentale per aumentare la stabilità degli alberi. Gli agronomi: «Soluzione replicabile anche ai Fori Imperiali»

di Camilla PalladinoULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Corso Trieste, al via l’ancoraggio delle radici per cinque pini storici

Sono partiti nella mattinata di martedì 24 febbraio gli interventi di consolidamento radicale su cinque pini storici lungo Corso Trieste, nel II municipio. Si tratta di un’operazione tecnica mai eseguita prima sui pini della Capitale, finalizzata a migliorare la stabilità degli esemplari senza ricorrere all’abbattimento.

A darne notizia è l’assessora capitolina all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, che spiega come l’amministrazione abbia scelto la strada dell’ancoraggio delle radici «con l’obiettivo di sostenerli, permettendogli di continuare a vivere e crescere in sicurezza».

Alberi in classe C/D dopo le prove di trazione

L’intervento riguarda cinque esemplari di Pinus pinea, di età e dimensioni diverse, radicati nell’aiuola centrale del viale. A seguito delle prove di trazione statica, gli alberi hanno evidenziato criticità di stabilità giudicate non particolarmente gravi, con classificazione in classe C/D.

Per incrementare il fattore di sicurezza, il dipartimento Tutela ambientale ha avviato lavori specialistici di ancoraggio delle radici portanti. L’operazione viene eseguita attraverso uno scavo non invasivo con tecnologia Air-Spade, che consente di individuare le radici principali e installare un sistema di tiranti in grado di distribuire meglio le sollecitazioni del vento, riducendo il rischio di cedimenti.

«I pini costituiscono un autentico patrimonio storico e ambientale che caratterizza il paesaggio romano», sottolinea Alfonsi, ricordando che in città se ne contano circa 51.500, di cui oltre 14.200 su strada, secondo l’ultimo censimento del Crea. «Quando possibile tentiamo di preservarli, sia attraverso trattamenti endoterapici sia attraverso nuovi interventi sperimentali che garantiscono maggiore stabilità».

Gli agronomi: «Modello per i Fori Imperiali»

Sull’intervento intervengono anche i tecnici che lo hanno curato. Gian Pietro Cantiani, dottore forestale iscritto all’Ordine di Roma, definisce l’operazione «altamente specialistica», già applicata su oltre mille alberi in Italia con risultati positivi. Secondo Cantiani, questa tecnica potrà rappresentare «una valida soluzione anche per quanto riguarda i pini a rischio in via dei Fori Imperiali, evitando quando possibile l’abbattimento».

La proposta, spiega Paola Muraro, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Roma, è stata avanzata proprio dall’Ordine al tavolo di lavoro istituito con il Comune per affrontare le criticità legate alla stabilità dei pini nell’area archeologica centrale. L’intervento di corso Trieste diventa così un banco di prova per una strategia più ampia di gestione del verde urbano, in un momento in cui la sicurezza degli alberi – in particolare dei pini domestici – è al centro del dibattito cittadino.

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