
Blitz dei carabinieri in zona Cornelia - 17 gennaio 2026
Dopo l’omicidio avvenuto domenica nell’area di circonvallazione Cornelia, il dibattito sulla sicurezza nel quadrante nord-ovest di Roma si è rapidamente spostato sul piano politico. Da un lato la presidente del Municipio XIII Sabrina Giuseppetti, dall’altro l’ex minisindaco ed esponente della Lega Daniele Giannini, con posizioni nettamente contrapposte sulle risposte da adottare.
La presidente del Municipio XIII ha ribadito una linea istituzionale, chiedendo un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e respingendo ipotesi di iniziative autonome. «Abbiamo bisogno di una maggiore presenza delle Forze dell’ordine per presidiare il territorio, non delle ronde private, dello sceriffo della domenica o di chi specula sulla sicurezza fuori dal quadro istituzionale», ha dichiarato.
Giuseppetti ha spiegato di aver affrontato più volte il tema della sicurezza nella zona di circonvallazione Cornelia con il Prefetto, chiedendo un incremento dei controlli. Ha inoltre auspicato che «il Ministro dell’Interno si ponga in ascolto rispetto ai problemi del territorio e sblocchi finalmente la presenza degli agenti in strada».
Accanto ai controlli, la presidente del Municipio XIII ha indicato anche interventi strutturali. Tra le richieste avanzate figurano il potenziamento dell’illuminazione pubblica e l’installazione di telecamere nella zona di via Filippo Maria Renazzi e circonvallazione Aurelia.
Giuseppetti ha inoltre annunciato che giovedì 26 febbraio la maggioranza presenterà in consiglio municipale una mozione, già preparata da tempo, che riguarda l’area di circonvallazione Cornelia «in un’ottica di riqualificazione e rivitalizzazione del territorio».
Di segno opposto la posizione di Daniele Giannini, che ha accusato il Partito Democratico di aver «negato la realtà per anni». «Sciacallaggio è ignorare per anni un quartiere sotto assedio. Sciacallaggio è parlare di “percezione” mentre i cittadini vivono nella paura ogni giorno», ha affermato, sostenendo di denunciare da tempo la situazione di degrado e criminalità nell’area di Cornelia e Boccea.
Secondo Giannini, «oggi quella che definivano percezione è diventata realtà», e il problema non può più essere affrontato con interventi ordinari. L’ex presidente del Municipio XIII ha rivendicato iniziative pubbliche, sopralluoghi e raccolte firme per chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine, controlli costanti ed espulsioni effettive.
Nel suo intervento, Giannini ha rilanciato la richiesta di istituire una zona rossa nel quadrante dell’Aurelio. «Serve una zona rossa e un cambio di passo immediato», ha dichiarato, parlando di una situazione che, a suo dire, da settimane viene segnalata come sempre più pericolosa.
«Dovevamo arrivare a questo? Doveva scapparci il morto per far capire che questa zona è sotto assedio?», ha aggiunto, ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro svolto ma sottolineando che «non basta» senza misure straordinarie e continuative.
Il confronto mette in luce due approcci diversi al tema della sicurezza urbana. Da un lato la richiesta del Municipio XIII di rafforzare i presidi istituzionali e intervenire su illuminazione e riqualificazione; dall’altro la spinta della Lega verso strumenti emergenziali come la zona rossa, accompagnati da un attacco politico alle amministrazioni precedenti.
Un dibattito destinato a proseguire, mentre sul territorio restano aperte le questioni legate alla presenza delle forze dell’ordine e alla gestione delle aree più sensibili del quadrante Cornelia-Aurelio.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi