Roma, 8 ottobre 2026
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Crioconservazione, il Pd Lazio chiede una legge nazionale. Nel 2027 fondo regionale da 300mila euro

Al convegno “Fertilità e futuro” il Pd rilancia l’accesso pubblico alla preservazione della fertilità. Lorenzin annuncia un emendamento alla prossima legge di bilancio

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Crioconservazione, il Pd Lazio chiede una legge nazionale. Nel 2027 fondo regionale da 300mila euro

Una normativa nazionale per rendere più uniforme l’accesso alla crioconservazione dei gameti e alla preservazione della fertilità, evitando che possibilità e costi dipendano dalla Regione di residenza o dalle condizioni economiche. È la richiesta rilanciata dal Pd del Lazio durante il convegno “Fertilità e futuro. Nuove tutele per l’accesso alla crioconservazione”, organizzato a Roma dal gruppo regionale dem e dal Centro Studi Persone e Salute.

All’incontro, ospitato al Piccolo Teatro San Paolo, hanno partecipato tra gli altri la senatrice ed ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, il capogruppo Pd alla Regione Lazio Mario Ciarla e la consigliera regionale Eleonora Mattia, insieme a medici, esperti e operatori del settore.

Al centro del confronto, l’accesso ai percorsi di crioconservazione e di procreazione medicalmente assistita e la necessità, secondo i promotori, di ridurre le differenze territoriali e i costi a carico delle persone.

Nel Lazio contributi fino a 3mila euro dal 2027

Il confronto parte anche dalla misura approvata recentemente dal Consiglio regionale del Lazio, che ha istituito un fondo da 300mila euro per il 2027 destinato alla tutela della fertilità e alla crioconservazione dei gameti.

La norma prevede contributi una tantum fino a 3mila euro per la crioconservazione pianificata degli ovociti e fino a mille euro per quella degli spermatozoi.

L’accesso, secondo il testo approvato, è rivolto ai residenti nel Lazio da almeno un anno, con età compresa tra 18 e 40 anni, in presenza di patologie non oncologiche documentate che comportino un rischio grave di riduzione della fertilità.

Tra le condizioni indicate rientrano, ad esempio, endometriosi, patologie ovariche o testicolari evolutive e altre situazioni cliniche certificate.

Mattia: «Evitare una geografia dei diritti»

Secondo Eleonora Mattia, l’intervento regionale rappresenta un primo passo, ma il tema dovrebbe essere affrontato in modo uniforme a livello nazionale.

«Dal Lazio alla Toscana, le Regioni si sono attivate con misure proprie, ma non possiamo consentire una geografia dei diritti a macchia di leopardo», ha dichiarato la consigliera regionale, chiedendo una normativa nazionale omogenea.

Mattia ha richiamato anche il tema dei costi dei percorsi di crioconservazione e di procreazione medicalmente assistita, sostenendo la necessità di garantire un accesso più equo.

Lorenzin: «Porteremo la proposta sul piano nazionale»

Beatrice Lorenzin ha annunciato l’intenzione di trasferire il confronto sul livello nazionale attraverso un emendamento alla prossima legge di bilancio.

L’obiettivo dichiarato è prevedere risorse dedicate per sostenere l’accesso al social freezing e alla preservazione della fertilità con criteri omogenei.

«La possibilità di tutelare la propria fertilità non può dipendere soltanto dal reddito o dal luogo in cui si vive», ha affermato Lorenzin, chiedendo anche percorsi qualificati e una maggiore informazione.

Ciarla richiama i dati sulla sanità nel Lazio

Nel corso dell’incontro Mario Ciarla ha collegato il tema dell’accesso alla crioconservazione alle più ampie difficoltà di accesso al servizio sanitario regionale.

Il capogruppo Pd ha richiamato i dati del più recente rapporto Gimbe, secondo cui nel 2024 il 12 per cento dei cittadini del Lazio, pari a quasi 686mila persone, ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria.

Ciarla ha inoltre criticato la gestione sanitaria della giunta Rocca, facendo riferimento alle carenze di personale, alla mobilità sanitaria e alla crescita della spesa privata sostenuta dai cittadini.

La richiesta emersa dal convegno è quindi quella di affiancare alle misure regionali una disciplina nazionale più uniforme, capace di definire criteri e strumenti comuni per l’accesso alla preservazione della fertilità.

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