
Dr. Roberto Iezzi. Foto di Policlinico Gemelli
Una nuova procedura sperimentale apre una prospettiva nella cura dell’adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato, una forma tumorale che in alcuni casi non può essere affrontata chirurgicamente. Al Policlinico Gemelli di Roma è stato eseguito il primo trattamento al mondo che prevede l’utilizzo di una particolare colla biologica contenente Ittrio-90, un radioisotopo capace di emettere radiazioni beta.
La procedura è stata effettuata su una donna di 63 anni dal professor Roberto Iezzi, direttore della Radiologia d’Urgenza e Interventistica del Gemelli, all’interno di uno studio clinico internazionale dedicato alla valutazione della nuova tecnologia.
Il trattamento appartiene al campo della radiologia interventistica e viene eseguito attraverso un accesso percutaneo. In pratica, il materiale radioattivo viene introdotto direttamente all’interno della lesione tumorale attraverso un ago, sotto la guida delle immagini diagnostiche.
La sostanza utilizzata, denominata YntraDose, contiene particelle di Ittrio-90 incorporate in una speciale matrice biologica. L’obiettivo è concentrare l’azione delle radiazioni nella zona interessata dalla malattia, limitando la dispersione del trattamento nei tessuti circostanti.
L’approccio è stato concepito come trattamento neoadiuvante: uno degli obiettivi dello studio è infatti verificare se la riduzione della massa tumorale possa permettere, in alcuni pazienti inizialmente non operabili, di arrivare successivamente all’intervento chirurgico.
Nel caso trattato al Gemelli, l’intervento è stato eseguito in anestesia locale con una sedazione minima. La procedura è durata circa un’ora e non sono state registrate complicanze post-operatorie immediate.
Particolare attenzione è stata dedicata alla verifica della distribuzione del radiofarmaco. Gli esami effettuati nelle ore successive e a distanza di una settimana hanno evidenziato che il prodotto era rimasto correttamente concentrato nell’area trattata, senza evidenza di dispersione o di captazioni indesiderate.
Per realizzare il trattamento è stato necessario il coordinamento di professionisti con competenze differenti. Radiologi interventisti, medici nucleari, radioterapisti e fisici sanitari hanno seguito le diverse fasi del percorso, dalla selezione della paziente alla gestione della dose e ai controlli successivi.
Il caso rientra in uno studio multicentrico internazionale che coinvolge Italia, Belgio e Regno Unito e punta a raccogliere ulteriori dati sulla sicurezza e sull’efficacia della tecnologia.
Il primo trattamento rappresenta dunque un risultato iniziale della sperimentazione, ma non consente ancora di stabilire quale sarà il ruolo definitivo della nuova terapia nella cura del tumore pancreatico.
L’arruolamento dei pazienti è ancora in corso e al Gemelli sono previste ulteriori procedure già nel mese di ottobre. I nuovi casi saranno fondamentali per comprendere meglio il comportamento del trattamento e verificare se questa strategia possa diventare una possibilità concreta per pazienti oggi esclusi dalla chirurgia.
L’esperienza conferma inoltre il ruolo della radiologia interventistica del Policlinico Gemelli nello sviluppo di tecniche oncologiche mini-invasive, settore nel quale l’ospedale sta portando avanti programmi di ricerca e trattamento multidisciplinari.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi