
Cure veterinarie per gli animali che vivono in famiglie con problemi economici. Con questo obiettivo il I municipio ha avviato «Vetincentro», un progetto sperimentale di welfare rivolto in primis agli over 65 soli, ai nuclei con Isee basso e ai cittadini che, per varie difficoltà, corrono il rischio di rinunciare all'animale.
La delibera municipale, pensata anche per evitare l'abbandono degli animali da compagnia, delinea specifici pacchetti di prestazioni veterinarie tra cui la visita clinica di base e la valutazione dello stato di salute dell'animale; la microchippatura e l'iscrizione all'anagrafe canina o felina; le vaccinazioni e le profilassi antiparassitarie di base. Ma anche le prestazioni veterinarie minori urgenti o di prevenzione, la consulenza comportamentale e alimentare, l'attività di educazione alla corretta gestione dell'animale e alla responsabilità.
Il progetto, realizzato in collaborazione con i servizi sociali municipali, la Asl Roma 1, partner del Terzo Settore e professionisti veterinari intende erogare le prestazioni negli ambulatori veterinari convenzionati e, in alcuni casi, tramite unità itineranti
«Con VetinCentro affermiamo un principio fondamentale: il benessere animale è parte integrante del benessere sociale», ha detto l'assessore all'Ambiente del I municipio Stefano Marin.
«Per molte persone fragili l'animale da compagnia rappresenta un legame affettivo essenziale, un presidio di equilibrio emotivo e di dignità», ha spiegato l'assessore. Quindi «garantire cure veterinarie di base significa prendersi cura delle persone, prevenire l'abbandono e costruire una comunità più solidale e responsabile», ha precisato Marin. Questo progetto è una sperimentazione concreta di welfare di prossimità e di collaborazione pubblico-privato» ha concluso l'assessore auspicando «che questa esperienza possa diventare un modello per Roma».
La delibera municipale, infatti, è stata trasmessa al Campidoglio affinché il Comune possa valutare l'estensione del progetto in tutta la città. Una notizia accolta «con soddisfazione» dalla Lav (Lega anti vivisezione, ndr).
Questa iniziativa «va incontro a quanto Lav chiede da tempo alle istituzioni: rendere effettivo il diritto alla cura anche per gli animali familiari, affinché nessuno sia costretto a scegliere tra la propria condizione di difficoltà e il benessere del proprio compagno di vita a quattro zampe. La veterinaria sociale non è un servizio accessorio, ma uno strumento fondamentale di equità e civiltà», ha aggiunto l'associazione.
«Ci auguriamo che l'esempio del I municipio non resti un caso isolato, ma venga seguito da altri Municipi di Roma e sostenuto anche dalla Regione Lazio», ha concluso la Lav
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