Roma, 10 marzo 2026
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Da Amsterdam a Fiumicino: la rivolta contro le grandi crociere divide le città europee

Amsterdam dice stop alle grandi crociere, a Fiumicino i comitati continuano la battaglia contro il porto della Royal Carabbean

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 5 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Da Amsterdam a Fiumicino: la rivolta contro le grandi crociere divide le città europee

Mentre molte città europee iniziano a interrogarsi sull’impatto ambientale delle grandi navi da crociera, sul litorale romano il tema è al centro di un confronto sempre più acceso. Ed è quello sul progetto del porto crocieristico a Fiumicino che continua a essere contestato da associazioni e comitati civici, tra cui il coordinamento Tavoli del Porto, che da anni chiede una valutazione più approfondita degli effetti ambientali e urbanistici dell’opera.

In questo contesto, la scelta che sta maturando ad Amsterdam, dove l’amministrazione cittadina sta valutando il divieto totale delle navi da crociera oceaniche entro il 2035, offre un esempio di come alcune metropoli europee stiano ripensando il rapporto tra porti, turismo e sostenibilità urbana.

Il piano di Amsterdam contro inquinamento e overtourism

La capitale olandese sta lavorando a un piano per eliminare le crociere oceaniche entro il 2035, mantenendo soltanto quelle fluviali di dimensioni più ridotte. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell’aria, ridurre le emissioni e alleggerire la pressione turistica sul centro urbano.

Negli ultimi anni il comune ha già iniziato a limitare il traffico crocieristico. Gli attracchi annuali sono stati ridotti da circa 190 a non più di 100. La proposta attuale prevede che le grandi navi non possano più attraccare nel porto cittadino, mentre continueranno a essere ammesse le imbarcazioni fluviali, con un limite di circa 1.150 scali l’anno, circa la metà rispetto agli ultimi anni.

Costi economici e benefici ambientali

Secondo l’assessora alla politica portuale Hester van Buren, eliminare le crociere via mare sarebbe anche più conveniente rispetto allo spostamento del terminal passeggeri. Trasferire il porto crocieristico costerebbe infatti oltre 85 milioni di euro, senza garanzie di recupero dell’investimento.

Il divieto delle grandi navi comporterebbe una perdita stimata di circa 46 milioni di euro in trent’anni tra tasse portuali e indotto turistico. Tuttavia, l’amministrazione ritiene che questi mancati introiti possano essere compensati dalla riqualificazione urbana delle aree portuali e dal recupero del lungomare.

Fiumicino, la posizione dei comitati

A Fiumicino il confronto resta aperto. I comitati riuniti nei Tavoli del Porto sostengono che il progetto di un nuovo terminal crocieristico alla foce del Tevere debba essere valutato con particolare attenzione per i possibili effetti sull’ecosistema costiero, sul traffico e sulla qualità dell’aria.

Il coordinamento chiede da tempo maggiore trasparenza nei processi decisionali e uno studio approfondito delle alternative di sviluppo per il litorale, con l’obiettivo di evitare che il territorio diventi principalmente una piattaforma logistica per il turismo marittimo.

Il futuro delle crociere nelle città europee

Se il progetto olandese verrà approvato dopo le elezioni comunali del 2026, Amsterdam potrebbe diventare la prima grande città europea a vietare completamente le crociere oceaniche. Una decisione che potrebbe influenzare il dibattito anche in altre realtà costiere.

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