
Il disegno di legge sulla caccia promosso dal Governo rappresenta «uno dei più gravi arretramenti degli ultimi anni» nella tutela dell’ambiente e della fauna selvatica. È la posizione espressa dal consigliere delegato all’Ambiente e alla Tutela Animale della Città metropolitana di Roma Capitale, Massimiliano Ferraro, che interviene duramente contro il provvedimento, definendolo «un regalo alle lobby venatorie».
Secondo Ferraro, il ddl va nella direzione opposta rispetto alle indicazioni provenienti dall’Europa e dalla comunità scientifica, che chiedono di rafforzare la tutela della biodiversità e degli ecosistemi. «Il DDL Caccia voluto dal Governo rappresenta uno dei più gravi arretramenti degli ultimi anni sul fronte della tutela ambientale e della protezione degli animali selvatici. Mentre l’Europa e la comunità scientifica richiamano con forza la necessità di contrastare la perdita di biodiversità e di proteggere gli ecosistemi, in Italia si sceglie invece di imboccare la strada opposta, ampliando spazi e opportunità per l’attività venatoria e piegando l’interesse generale alle richieste di una minoranza organizzata». Per il consigliere metropolitano si tratta di «una scelta politica sbagliata nel merito e nel metodo», perché, sostiene, indebolisce il principio secondo cui la fauna selvatica costituisce un patrimonio indisponibile dello Stato e un bene comune.
Ferraro contesta anche l’impostazione del provvedimento sul piano della gestione della fauna. «È sbagliata perché trasmette l’idea che gli animali selvatici siano un problema da gestire principalmente attraverso il fucile anziché mediante strumenti scientifici, prevenzione e corretta gestione del territorio». Da consigliere delegato all’Ambiente e alla Tutela Animale della Città metropolitana di Roma Capitale, aggiunge, esprime «la più netta contrarietà» a una riforma che, a suo giudizio, rischia di compromettere «decenni di conquiste sul piano della protezione della fauna e della sensibilità ambientale del nostro Paese».
Ferraro conclude rivolgendo un appello al mondo politico, alle amministrazioni locali e alle associazioni ambientaliste e animaliste affinché si oppongano al disegno di legge. «Non possiamo accettare che, in piena emergenza climatica e nel mezzo di una crisi della biodiversità senza precedenti, si scelga di arretrare sulle tutele ambientali per inseguire interessi particolari. La natura non ha lobby che la difendano nei palazzi della politica: ha bisogno di istituzioni che abbiano il coraggio di rappresentarla». Infine, invita «tutte le forze politiche, gli amministratori locali, le associazioni ambientaliste e animaliste e i cittadini» a costruire «una mobilitazione ampia e trasversale» per fermare la riforma, ribadendo che «difendere la fauna selvatica non è una battaglia di parte. È una responsabilità verso il futuro».
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