Roma, 1 luglio 2026
ultime notizie
Salute

Disabilità, l’Uici presenta il bilancio sociale: «Istruzione e lavoro alla base dell’autonomia»

Oltre 38mila soci e 27.500 persone raggiunte dai servizi. Il presidente Mario Barbuto: «Senza un’occupazione, ogni proclama sull’indipendenza rischia di restare nel deserto»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Disabilità, l’Uici presenta il bilancio sociale: «Istruzione e lavoro alla base dell’autonomia»

Autonomia, diritti, inclusione, innovazione e prevenzione. Sono i principali ambiti nei quali si misura il valore sociale generato dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, che nella Sala Zuccari del Senato ha presentato il proprio bilancio sociale.

L’incontro, intitolato “Oltre i numeri: il valore sociale dell’autonomia”, ha permesso di illustrare l’impatto delle attività dell’Uici attraverso dati, servizi e risultati concreti. L’associazione conta 38.531 soci, 105 sedi territoriali, 475 dipendenti e 2.362 volontari.

Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, il presidente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità Maurizio Borgo, il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto e la vicepresidente Linda Legname.

Ad aprire i lavori è stato un messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. «Il bilancio sociale non è solo una rendicontazione di dati e attività, ma la testimonianza concreta di un impatto sociale straordinario, capace di trasformare la vita delle persone e di arricchire la comunità», ha sottolineato La Russa, assicurando il proprio sostegno alle iniziative dell’Unione.

I numeri del bilancio sociale dell’Uici

Nel corso dell’anno, i servizi dell’associazione hanno raggiunto circa 27.500 persone, per un totale di un milione e 400mila ore di attività.

Sul fronte della prevenzione sono stati effettuati 17mila controlli oculistici gratuiti e 46.177 visite nei Centri oculistici sociali. A questi numeri si aggiungono i 17.109 utenti del Libro parlato, le 2.500 ore di produzione originale della radio dell’Unione e i 2.476 cittadini che hanno chiesto di poter utilizzare sistemi di voto digitale.

Il 75% delle risorse disponibili è stato destinato direttamente alla missione associativa, contribuendo a migliorare l’autonomia nella vita quotidiana, l’accessibilità alle tecnologie, la partecipazione sociale e la tutela della salute visiva.

«I numeri generano valore», ha spiegato Barbuto. «Essere qui significa informare le istituzioni e la politica su quello che facciamo e su come vengono utilizzate le risorse. Una parte fondamentale del nostro lavoro passa attraverso le decisioni, le deliberazioni e le leggi approvate dal Parlamento».

Le sfide dell’Uici per il periodo 2026-2030

Il bilancio sociale ha evidenziato cinque risultati raggiunti nel 2025: il rinnovo degli organi associativi territoriali e nazionali, il consolidamento della rete della disabilità visiva, la partecipazione all’attuazione della riforma sulla disabilità, la crescita delle attività digitali e il rafforzamento dei servizi di prevenzione e inclusione.

Il documento individua anche le principali sfide per il periodo 2026-2030. Tra queste figurano l’attuazione del progetto di vita, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il diritto di voto senza assistenza nella cabina elettorale, l’inclusione lavorativa delle persone ipovedenti e il sostegno alle persone con disabilità complesse e ai caregiver.

Un altro obiettivo riguarda la mobilità autonoma e l’eliminazione delle barriere fisiche, sensoriali e digitali, che continuano a limitare l’accesso ai servizi, alle infrastrutture e alle opportunità formative e professionali.

Prevenzione e nuove tecnologie

Barbuto ha richiamato l’attenzione anche sul ruolo della prevenzione, definita un’attività rivolta non soltanto alle persone cieche e ipovedenti, ma all’intera cittadinanza.

Insieme a Iapb Italia Onlus, la sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, l’Uici promuove iniziative su tutto il territorio nazionale. Grazie alle risorse pubbliche sono stati inoltre realizzati i Centri oculistici sociali, strutture che permettono di avvicinare i servizi di prevenzione ai cittadini.

Tra le prospettive future rientra anche l’impiego dell’intelligenza artificiale per migliorare l’accessibilità, la formazione, il lavoro e la vita sociale.

«Il tema dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie deve essere studiato, approfondito e condiviso per garantire a tutti i cittadini una migliore qualità della vita e un’occasione in più nel lavoro, nella formazione e nella vita sociale», ha dichiarato la ministra Locatelli.

Il diritto di voto e l’accessibilità dei servizi

La ministra ha ribadito l’importanza del diritto di voto per le persone con disabilità, comprese quelle con disabilità intellettiva e relazionale, sottolineando la necessità di eliminare gli ostacoli che impediscono una piena partecipazione alla vita democratica.

Restano inoltre aperte le questioni relative all’accessibilità dei servizi bancari, dei totem e dei distributori automatici, alla disponibilità delle audiodescrizioni e all’inclusione scolastica.

«La mancata autonomia costa», ha osservato Locatelli. «Se lasciamo qualcuno indietro, pagheremo molto di più anche in termini di sistema sociosanitario».

Barbuto: «Senza lavoro non c’è vera indipendenza»

Il presidente dell’Uici ha infine posto l’accento sul lavoro, considerato uno degli elementi essenziali per garantire una reale autonomia alle persone con disabilità visiva.

«Senza il lavoro ogni proclama di autonomia rischia di essere un proclama nel deserto», ha affermato Barbuto. «Lavoro significa indipendenza e poter contare su una risorsa economica che rende liberi».

Il presidente ha ricordato l’insegnamento del fondatore dell’Uici Aurelio Nicolodi, che già cento anni fa individuava nell’istruzione e nel lavoro i due strumenti fondamentali per il riscatto civile e sociale delle persone cieche e ipovedenti.

«Nicolodi ci ha insegnato a non cercare assistenzialismo, ma autonomia e indipendenza», ha aggiunto la vicepresidente Linda Legname. «Il bilancio sociale non rappresenta una celebrazione, ma un capitolo aperto sulle nuove sfide e sulle battaglie che ci attendono».

Secondo il senatore Lucio Malan, il lavoro dell’Uici consente infine di portare alle istituzioni «le esigenze vere e autentiche delle persone con disabilità visiva», offrendo alla politica indicazioni utili anche per un impiego più efficace delle risorse pubbliche.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2025 - Made by Semplice