Roma, 2 novembre 2026
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Elicottero precipitato in Bosnia, al Celio l'ultimo saluto ai quattro militari morti: domani i funerali in piazza della Repubblica

Le salme sono rientrate in Italia all'aeroporto di Ciampino. Dopo l'autopsia a Tor Vergata, anche il feretro di Laura Procacci ha raggiunto la camera ardente. Il ricordo commosso di familiari e colleghi

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Elicottero precipitato in Bosnia, al Celio l'ultimo saluto ai quattro militari morti: domani i funerali in piazza della Repubblica

Sono stati riuniti al Policlinico militare del Celio, a Roma, i feretri dei quattro militari italiani morti il 29 ottobre nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia-Erzegovina. La camera ardente, aperta al pubblico nel pomeriggio di oggi, ha accolto familiari, commilitoni, rappresentanti della Croce Rossa e cittadini arrivati per rendere l'ultimo omaggio alle vittime.

I funerali sono previsti per martedì 3 novembre, alle ore 9, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica a Roma.

Il rientro delle salme e la camera ardente al Celio

Le quattro vittime dell'incidente sono i sergenti dell'Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana.

Le salme sono rientrate in Italia nella mattinata di oggi a bordo di un aereo militare atterrato all'aeroporto di Ciampino.

Inizialmente al Celio erano presenti soltanto tre feretri, mentre quello di Laura Procacci era stato trasferito al Policlinico di Tor Vergata per l'autopsia. In serata anche la salma della sergente ha raggiunto la cappella Salus Infirmorum del Celio, dove sono riunite tutte e quattro le vittime.

La camera ardente resterà aperta al pubblico fino alle 20.

L'abbraccio dei commilitoni e il ricordo delle famiglie

Tra i momenti più commoventi della giornata, l'arrivo dei militari dei reparti Antares e Reos, ai quali appartenevano Ruggia e Marchesi. Davanti alla struttura sanitaria, i commilitoni si sono stretti in un abbraccio prima di entrare nella camera ardente.

«Claudio era troppo buono, troppo esuberante, era semplicemente troppo», ha raccontato la zia di Claudio Marchesi, 35enne originario di Orvieto.

Un collega di Simone Ruggia, arrivato da Viterbo, ha ricordato invece l'entusiasmo del sergente per la missione in Bosnia.

«Era una bravissima persona, un ottimo amico, un ottimo collega», ha dichiarato. «Era entusiasta di questa missione, l'ho sentito una settimana fa e mi ha detto che mi avrebbe raccontato tutto con calma».

Ruggia si era sposato lo scorso giugno.

Anche cittadini e volontari alla commemorazione

Accanto ai familiari e ai militari, al Celio sono arrivati anche cittadini che non conoscevano personalmente le vittime.

Un ex volontario della Croce Rossa ha spiegato di aver voluto partecipare per rendere omaggio ai quattro militari: «Mi sembrava doveroso essere qui per omaggiarli anche se non li conoscevo. Sono servitori dello Stato».

Un paracadutista in congedo, che aveva lavorato sullo stesso modello di elicottero, ha voluto ricordare i colleghi con un ultimo saluto.

Per Laura Procacci e Franco Adriano Zecchillo è stato inoltre allestito uno spazio commemorativo nella cappellina della caserma Luigi Pierantoni di Roma, sede del Corpo militare volontario della Croce Rossa.

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