Roma, 16 ottobre 2026
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Emergenza abitativa, a Roma la protesta per la casa tra impegni del Comune e tende in piazza

Manifestazione davanti al Dipartimento Politiche Abitative e primi impegni istituzionali sulle vertenze Maria Adelaide, Buono Casa e via Fassini

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Emergenza abitativa, a Roma la protesta per la casa tra impegni del Comune e tende in piazza

In occasione della Giornata Sfratti Zero Roma è tornata al centro delle mobilitazioni sul tema dell’abitare con iniziative diffuse nella Capitale. Ed è stata l'Unione Inquilini a promuovere un presidio davanti al Dipartimento Politiche Abitative del comune di Roma per portare all’attenzione delle istituzioni le vertenze delle ex occupazioni dell’ex ospedale Maria Adelaide, delle famiglie penalizzate dalla gestione del Buono Casa e dei residenti di via Fassini.

Il confronto con il Comune e i tavoli istituzionali

Nel corso della mattinata una delegazione dell’Unione Inquilini ha incontrato i rappresentanti dell’amministrazione capitolina, raccogliendo alcuni impegni operativi sulle singole problematiche. Per quanto riguarda la vicenda dell’ex Maria Adelaide, è stato prospettato l’avvio di un percorso di regolarizzazione contrattuale volto a superare i contratti temporanei «2+2» scaduti nel 2025, garantendo la permanenza degli abitanti negli alloggi con titoli di locazione stabili. Sul fronte del Buono Casa, la linea concordata mira a tutelare l’accesso alle nuove misure abitative anche per le famiglie non ancora formalmente in carico ai Municipi, inserendole nelle procedure connesse alla nuova programmazione della Delibera 185. Infine, sulla vertenza di via Fassini, proseguirà il tavolo di confronto istituzionale con l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati per individuare un’allocazione abitativa stabile e a lungo termine. L’Unione Inquilini ha confermato che monitorerà il rispetto degli impegni assunti proseguendo il dialogo con Roma Capitale, ATER, l’ANBSC e i singoli Municipi.

Le proteste in piazza dei Cinquecento e la dimensione europea

Parallelamente al presidio delle politiche abitative, le istanze contro la crisi dell’alloggio si sono amplificate nel cuore della città. Il Movimento per il Diritto all’Abitare di Roma, insieme ad Asia Usb e agli studenti di Cambiare Rotta, ha organizzato un’azione di protesta in piazza dei Cinquecento, simbolicamente ribattezzata «piazza Maricarmen Abascal» in memoria dell’anziana ottantassettenne spagnola deceduta a seguito dello sfratto dalla casa in cui viveva da quasi sette decenni. Le rivendicazioni in piazza puntano al tetto al prezzo degli affitti, allo stop alle locazioni brevi, all’aumento dell'edilizia residenziale pubblica e al contrasto verso le politiche abitative del governo Meloni, criticato per i provvedimenti sugli sfratti e per le agevolazioni rivolte ai fondi immobiliari privati.

Seguendo l'esempio delle recenti mobilitazioni in Spagna, i manifestanti hanno piantato una ventina di tende da campeggio sul marciapiede della piazza, annunciando l'intenzione di rimanere accampati per due settimane fino al 30 ottobre, data dello sciopero generale indetto da Usb. L’iniziativa romana si inserisce così all'interno di una più vasta stagione di lotte continentali che tocca città in Francia e Albania, testimoniando una tensione abitativa che travalica i confini nazionali di fronte all'aumento dei canoni di locazione e alla precarietà economica.

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