Roma, 12 ottobre 2026
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Secondo il nuovo Atlante delle Foreste, Roma è la seconda città metropolitana d'Italia per alberi piantati

In Italia quasi 3,7 milioni di nuovi alberi e arbusti, il 17 per cento in più rispetto al 2024 soprattutto grazie ai fondi PNRR. Legambiente avverte: resta il nodo delle risorse dopo la fine del Piano

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Dettaglio della messa a dimora di un albero (Foto Atlante delle Foreste)

Dettaglio della messa a dimora di un albero (Foto Atlante delle Foreste)

La Città metropolitana di Roma è seconda in Italia per numero di alberi e arbusti messi a dimora nel 2025, con oltre 414mila nuove piante. Davanti c’è soltanto Torino, con più di 455mila.

Il dato emerge dalla sesta edizione dell’Atlante delle Foreste, il rapporto annuale curato da Legambiente e AzzeroCO2, con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste, che censisce gli interventi di forestazione realizzati in Italia da soggetti pubblici e privati.

A livello nazionale il 2025 ha fatto registrare quasi 3,7 milioni di alberi e arbusti messi a dimora, il 17 per cento in più rispetto all’anno precedente, su una superficie superiore a 5.300 ettari.

A trainare la crescita sono soprattutto gli interventi finanziati attraverso il PNRR, che hanno consentito alle Città metropolitane di più che quadruplicare il proprio contributo rispetto alla precedente rilevazione.

Roma e Torino valgono il 59 per cento degli interventi metropolitani

Con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, le Città metropolitane hanno messo a dimora complessivamente 1,48 milioni di alberi e arbusti, il dato più alto mai registrato dall’Atlante.

Torino e Roma, da sole, rappresentano il 59 per cento del totale: la prima supera 455mila nuove piante, mentre la Città metropolitana di Roma arriva a oltre 414mila.

Seguono Reggio Calabria, con 261mila alberi, e Catania, con 118mila.

Il dato romano si inserisce nel più ampio programma di forestazione finanziato con il PNRR sul territorio metropolitano. Il piano coinvolge Roma e altri Comuni della provincia e prevede nuovi boschi urbani ed extraurbani, accompagnati da attività di manutenzione e sostituzione delle piante che non riescono ad attecchire.

Sei Città metropolitane risultano invece senza nuovi impianti conteggiati nell’Atlante 2025, anche se per ragioni differenti: Firenze, Venezia, Bologna, Bari, Genova e Messina.

In Italia quasi 3,7 milioni di nuove piante

Nel complesso, l’Atlante ha analizzato 260 nuovi progetti realizzati in aree urbane ed extraurbane.

Secondo lo studio, i nuovi impianti censiti nel 2025 possono generare un valore stimato di circa 28 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici durante la loro vita, considerando i benefici ambientali attribuiti agli alberi e agli arbusti.

La classifica regionale vede al primo posto per il terzo anno consecutivo il Trentino-Alto Adige, con oltre 840mila piante, grazie anche agli interventi sulle superfici colpite dalla tempesta Vaia e dalle infestazioni di bostrico.

La Sicilia sale al secondo posto con oltre 600mila alberi, seguita da Lombardia e Piemonte, rispettivamente con più di 479mila e 469mila piante.

Il quadro rimane però molto disomogeneo. Nel 2025 nove Regioni non hanno finanziato nuovi impianti attraverso le ordinarie politiche forestali regionali: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche e Molise.

Tornano a crescere gli investimenti delle imprese

Dopo il forte calo registrato nel 2024, tornano a salire anche gli investimenti privati nella forestazione.

Le imprese hanno contribuito alla messa a dimora di 69.510 alberi, il 70 per cento in più rispetto all’anno precedente. La superficie interessata dagli interventi è passata da 42,7 a 174 ettari.

Il recupero, secondo il rapporto, rimane però parziale: i volumi sono ancora inferiori a quelli raggiunti nel triennio 2021-2023. Lombardia, Umbria e Veneto sono le Regioni che hanno beneficiato maggiormente degli interventi finanziati dai privati.

Il nodo del dopo PNRR

Proprio il peso assunto dai finanziamenti straordinari apre però una questione sul futuro.

Dal 2022, anno dal quale i dati delle diverse edizioni dell’Atlante sono direttamente confrontabili, sono stati censiti oltre 12 milioni di alberi e arbusti su 16.889 ettari. Secondo Legambiente e AzzeroCO2, la forestazione italiana continua tuttavia a crescere in modo discontinuo, seguendo soprattutto i cicli dei finanziamenti straordinari.

La conclusione degli interventi del PNRR pone quindi due problemi: garantire la manutenzione delle piante già messe a dimora, soprattutto nella delicata fase iniziale, e trovare risorse ordinarie per evitare un brusco rallentamento dei nuovi impianti.

«La forestazione non può vivere di soli fondi straordinari come il PNRR, ormai alle battute finali», osserva il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, chiedendo risorse stabili per trasformare gli interventi sul verde in una politica strutturale.

Sul fronte europeo, la Nature Restoration Law prevede che entro il 2030 non si registri una perdita netta di spazi verdi urbani e copertura arborea rispetto al 2024 e, dal 2031, che inizi una tendenza all’aumento.

La sfida per Roma e per le altre città sarà quindi passare dalla fase delle grandi piantumazioni finanziate dal PNRR a una gestione stabile del patrimonio verde, assicurando cura, monitoraggio e sostituzione degli alberi nel lungo periodo.

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