
Roberto Vannacci al Parlamento europeo (Foto Unione europea)
L'intero gruppo dirigente di Futuro Nazionale a Frosinone lascia il partito fondato da Roberto Vannacci. La decisione, formalizzata lunedì 2 novembre attraverso un documento politico, coinvolge il coordinatore provinciale e vicesindaco Antonio Scaccia e la consigliera comunale Francesca Chiappini, componente dell'organismo di coordinamento nazionale della formazione.
Alla base della rottura c'è la crisi politica che ha investito il Comune di Frosinone e l'ultimatum del sindaco Riccardo Mastrangeli, che ha chiesto agli esponenti della propria maggioranza di riconoscersi nella linea politica del centrodestra di governo nazionale e regionale.
Nei giorni scorsi Mastrangeli, civico indicato dalla Lega, aveva azzerato la Giunta e presentato le dimissioni dopo aver perso la maggioranza necessaria per eleggere il nuovo presidente del Consiglio comunale.
Per ricomporre la coalizione, il primo cittadino ha chiesto prima ai capigruppo e poi agli assessori di sottoscrivere un documento di adesione alla linea politica del centrodestra.
Una condizione che, di fatto, escludeva dalla maggioranza gli esponenti di Futuro Nazionale, presenti nell'esecutivo con due assessori, tra cui lo stesso Scaccia.
Non è bastato il chiarimento di Scaccia e Chiappini, secondo i quali in Consiglio comunale rappresentavano la storica lista civica Per Frosinone, indipendentemente dalla loro appartenenza politica nazionale.
Di fronte alla scelta tra la permanenza nel partito di Vannacci e la ricomposizione della maggioranza comunale, il gruppo dirigente locale ha deciso di lasciare Futuro Nazionale.
Scaccia, già coordinatore regionale della formazione, ha indicato come prioritarie la città e le sue esigenze amministrative.
Con lui lascia il partito anche Francesca Chiappini, indicata come la consigliera comunale più votata e fino a oggi parte del coordinamento nazionale di Vannacci.
Nella mattinata del 2 novembre, Mastrangeli ha preso atto delle firme apposte al documento politico dai capigruppo e successivamente dagli assessori.
Il sindaco ha quindi restituito le deleghe a tutti i componenti della Giunta, convocando una riunione dell'esecutivo che ha segnato la ricomposizione della maggioranza.
La scelta di Scaccia e Chiappini chiude così la crisi amministrativa a Frosinone e lascia Futuro Nazionale senza il gruppo dirigente provinciale che aveva aderito al progetto politico di Roberto Vannacci.
Dura la reazione di Marco Pomarici, responsabile regionale di Futuro Nazionale per il Lazio, che contesta l'operato di Scaccia e rivendica la continuità del movimento nel territorio provinciale.
«Prendo atto della decisione di Antonio Scaccia e del gruppo dirigente di Frosinone di lasciare Futuro Nazionale. Va detto con chiarezza: Scaccia non ha fatto nulla. Dal giorno della sua nomina non c'è stata alcuna azione concreta da parte sua, né sul territorio né all'interno delle istituzioni. Nessuna iniziativa, nessun radicamento, nessun lavoro reale a nome di Futuro Nazionale», dichiara Pomarici.
Il responsabile regionale sottolinea che il movimento continuerà la propria attività grazie agli iscritti e ai sostenitori locali.
«Il movimento, invece, esiste e continua a esistere in provincia di Frosinone grazie alla spontanea iniziativa dei cittadini e dei tanti iscritti che, ogni giorno, credono e lavorano per questo progetto e che continueranno, lealmente, a battersi a nome e per conto del generale Vannacci».
Pomarici conclude: «Di questa uscita non ne sentiremo la mancanza. Il movimento va avanti, più libero e più radicato, con chi vuole costruire davvero».
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