Roma, 28 settembre 2026
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Giornata contro lo spreco alimentare: è nelle case che si butta più cibo. A Roma nasce la Dispensa solidale delle Acli

La Dispensa sarà un luogo dedicato alla raccolta, conservazione e distribuzione degli alimenti, oltre che all'ascolto e all'orientamento delle persone in difficoltà

di Titty Santoriello Indiano TEMPO DI LETTURA 2'
Giornata contro lo spreco alimentare: è nelle case che si butta più cibo. A Roma nasce la Dispensa solidale delle Acli

Si celebra domani, martedì 29 settembre, la Giornata internazionale della consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari. In Italia il fenomeno vale oltre 13,5 miliardi di euro l'anno, mentre nel Centro Italia - Lazio incluso - lo spreco domestico supera la media nazionale. Proprio a Roma, per l'occasione, verrà inaugurata la Dispensa Solidale delle Acli.

Anche un luogo di ascolto e orientamento per chi è in difficoltà

La Dispensa sarà un luogo dedicato alla raccolta, conservazione e distribuzione degli alimenti, oltre che all'ascolto e all'orientamento delle persone in difficoltà: nasce come evoluzione del progetto «Il cibo che serve», con cui da anni le Acli di Roma recuperano le eccedenze alimentari per ridistribuirle sul territorio della provincia. L'apertura della dispensa è prevista martedì 29 settembre alle 11:30 in via Cristoforo Colombo 356 con le istituzioni locali e i rappresentanti delle Acli.

A Roma e nel Lazio si spreca più della media nazionale

Nel Centro Italia, Lazio compreso, si buttano in media 570,8 grammi di cibo a persona ogni settimana, contro i 554 grammi della media nazionale: il dato emerge dal rapporto «Il caso Italia 2026» dell'Osservatorio Waste Watcher International, relativo allo spreco domestico dichiarato dagli intervistati nel dicembre 2025. Per la Capitale, una stima diffusa da Cna Roma nel giugno 2026 parla di 260mila tonnellate di alimenti sprecati ogni anno, per un valore economico di circa 700 milioni di euro.

I numeri dello spreco in Italia

A livello nazionale lo spreco alimentare vale oltre 13,5 miliardi di euro l'anno, per un totale di 5.124.631 tonnellate di cibo, di cui oltre 7,3 miliardi di euro riconducibili ai soli nuclei domestici. Sono i dati Waste Watcher 2026 diffusi da Ecoitaliasolidale: ogni persona spreca in media 554 grammi di cibo a settimana, circa 79 grammi al giorno, un dato comunque in miglioramento rispetto al 2025 (-10,3%, pari a 63,9 grammi settimanali in meno).

«Sono numeri ancora troppo elevati», commenta Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale di Ecoitaliasolidale.

«Da anni - aggiunge - proponiamo di introdurre stabilmente nelle scuole l'educazione ambientale, comprendendo anche una vera educazione alimentare. Bisogna partire dai giovani per costruire una cultura della prevenzione dello spreco e coinvolgere anche le famiglie».

Gli obiettivi dell'Unione europea

A livello europeo il fenomeno assume dimensioni ancora più ampie: secondo la Commissione europea, nell'Ue vengono generati ogni anno oltre 58 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari, pari a 129 chilogrammi per abitante, per un valore economico stimato in 132 miliardi di euro. Lo spreco alimentare pesa inoltre per circa il 16% sulle emissioni complessive di gas serra del sistema alimentare europeo. Per contrastarlo, la normativa Ue aggiornata nel 2025 (Direttiva 2025/1892) fissa obiettivi vincolanti entro il 2030: una riduzione del 10% dei rifiuti nella fase di trasformazione e produzione e del 30% pro capite nella distribuzione, nella ristorazione e nelle famiglie che restano la voce più pesante, con oltre il 50% dei rifiuti alimentari domestici sul totale Ue.


Un fattore che incide direttamente sullo spreco è la scarsa comprensione delle etichette. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, il 36% della popolazione italiana non conosce bene la differenza tra «da consumarsi entro» e «da consumarsi preferibilmente entro»: la prima indica la scadenza di alimenti deperibili, legata alla sicurezza, superata la quale il prodotto non va consumato; la seconda indica, invece, il termine minimo di conservazione, oltre il quale l'alimento può perdere fragranza o consistenza senza diventare automaticamente non sicuro.

«La Commissione europea stima che fino al 10% dello spreco alimentare prodotto ogni anno nell'Ue possa essere collegato alla marcatura della data e alla sua interpretazione lungo la filiera», spiega Laura Rossi, direttrice del Reparto Nutrizione, alimentazione e salute dell'Iss.


Prima di gettare un alimento, l'Istituto invita a verificare cinque aspetti: il significato esatto della data in etichetta, il rispetto delle condizioni di conservazione indicate, l'integrità della confezione, le istruzioni da seguire dopo l'apertura e la possibilità di utilizzarlo subito, ad esempio in una ricetta. Utile anche organizzare meglio dispensa e frigorifero, dando priorità ai prodotti più vicini alla scadenza.

Il ruolo dei surgelati nella riduzione dello spreco

Un contributo alla riduzione dello spreco arriva anche dal comparto dei surgelati. Secondo l'Osservatorio Waste Watcher per Iias (Istituto Italiano Alimenti Surgelati), gli alimenti surgelati generano 14,9 grammi di spreco pro capite a settimana, pari al 2,2% del totale, con uno spreco inferiore del 37,6% rispetto alle verdure fresche e del 17,4% rispetto a frutta e verdura conservata in vasetto.

«I prodotti surgelati si rivelano un aiuto prezioso grazie alle loro qualità intrinseche: le verdure surgelate si conservano a lungo, sono disponibili tutto l'anno, non hanno scarti e sono facilmente porzionabili», spiega Giorgio Donegani, presidente Iias, ricordando che anche per il pesce la surgelazione preserva a lungo i nutrienti rispetto al prodotto fresco.

Il vantaggio riguarda anche la ristorazione: la programmabilità degli acquisti garantita dai surgelati assicura continuità di servizio e varietà di offerta anche fuori stagione. Due studi commissionati da Iias a Sisa (Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione) e Ssica (Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari) confermano, inoltre, che pesce e vegetali surgelati mantengono pressoché invariato il proprio valore nutrizionale nel tempo, comprese proteine, lipidi, omega-3, polifenoli e vitamine del gruppo B.

Appuntamento a ottobre nel viterbese

Il tema tornerà al centro del dibattito il 9 ottobre a San Martino al Cimino, nel Viterbese, al Balletti Park Hotel, in un incontro organizzato da Ecoitaliasolidale dedicato alla crisi climatica e alle sue conseguenze per il Mediterraneo.

«Non basta più indignarsi davanti ai numeri: occorre prevenire, recuperare, donare e soprattutto educare. La lotta allo spreco alimentare non può essere soltanto una campagna del 29 settembre: deve diventare una politica permanente», conclude Benvenuti
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