
Anche Roma celebra oggi la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo con una serie di iniziative che uniscono il valore simbolico delle istituzioni a progetti concreti per la scuola, il commercio e la ricerca scientifica.
Così la facciata di Montecitorio si illuminerà di blu, un gesto voluto dalla Camera dei Deputati per accendere i riflettori su un disturbo che tocca migliaia di famiglie italiane.
Sul fronte amministrativo, la Regione Lazio ha scelto questa data per lanciare il contest «Comunicare l'inclusione», promosso dall'assessore all'Inclusione sociale Massimiliano Maselli in collaborazione con il Corecom Lazio. Il bando è rivolto alle scuole del territorio con l'obiettivo di formare e sensibilizzare gli studenti sui temi dell'accessibilità e dello spettro autistico.
L'iniziativa si lega al progetto regionale «Calma sensoriale», un modello che punta a rendere le attività commerciali più accoglienti. «Garantiamo alle famiglie di poter fare acquisti in tranquillità, eliminando in un giorno programmato della settimana ogni rumore o suono che potrebbe infastidire la persona interessata», ha spiegato l’assessore Maselli. Secondo il presidente del Corecom Lazio, Eleonora Zazza, l'obiettivo è estendere questa cura degli stimoli visivi e sonori anche al mondo digitale, per garantire una comunicazione realmente equa.
Il dibattito scientifico si è invece spostato nelle aule dell'università UniCamillus, dove esperti e istituzioni si sono riuniti per fare il punto sui trattamenti. Il professor Sorrentino ha ribadito l’importanza cruciale della diagnosi precoce: «I bambini mostrano segnali già nei primi mesi attraverso differenze nel sorriso sociale, nello sguardo e nel contatto visivo». Nonostante l'esistenza di strumenti scientifici validati e app come ASDetect, Sorrentino ha avvertito che tali mezzi non sono ancora sufficientemente diffusi.
Per quanto riguarda l'intervento, il professore ha sottolineato la necessità di approcci globali che coinvolgano i genitori, citando modelli come l'ABA (comportamentale), l'ESDM e il DIR (neuroevolutivi).
Oltre l'aspetto clinico, la giornata ha offerto una riflessione profonda sul concetto di inclusività. Il dottor Giovanni Lo Storto ha introdotto il concetto di «Life Large Learning», un apprendimento che si espande in larghezza includendo relazioni e umanità. «L’inclusività non si impara sui libri, ma sporcandosi le mani», ha affermato Lo Storto, portando l'esempio dell'orto-terapia. In questi spazi condivisi, i ragazzi nello spettro autistico smettono di essere percepiti come un problema e diventano una risorsa comune.
A chiudere il cerchio è stato il Rettore Profita, che ha invitato a superare etichette e stereotipi: «Le definizioni cliniche non possono ridurre la complessità di un individuo. Essere diversi non è un limite, ma un arricchimento per tutti». La sfida lanciata oggi da Roma è quella di costruire una società più giusta, capace di valorizzare l'unicità di ogni esperienza umana.
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