Roma, 16 aprile 2026
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Faroni presenta al Senato “Il Mediterraneo della Salute”: «L’Italia leader della sanità nel Mediterraneo»

Al centro la proposta di Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI, c'è il fare dell’Italia un hub sanitario per Mediterraneo, Africa e Paesi arabi

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 5'
Faroni presenta al Senato “Il Mediterraneo della Salute”: «L’Italia leader della sanità nel Mediterraneo»

È stato presentato a Roma, nella Sala Zuccari del Senato della Repubblica, il volume “Il Mediterraneo della Salute”, opera ideata e scritta da Cristopher Faroni, presidente del Gruppo INI, con il contributo di medici, manager e specialisti della sanità italiana. La presentazione si è svolta il 15 aprile 2026.

Il libro nasce con un obiettivo preciso: delineare una strategia per fare dell’Italia un centro di riferimento sanitario per i pazienti del bacino del Mediterraneo, dell’Africa e dei Paesi arabi, valorizzando le eccellenze del sistema sanitario italiano e del comparto privato e puntando sull’attrattività sanitaria internazionale.

Il messaggio del ministro Schillaci

L’evento si è aperto con un videomessaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito il volume «un lavoro che offre uno sguardo ampio sul presente ma soprattutto sul futuro della salute nel Mediterraneo». Nel suo intervento ha ricordato anche che «la salute è un pilastro sul quale si basano le democrazie» e che l’Italia può offrire, su questo terreno, «un contributo autorevole».

La tesi di Faroni

Nel volume, e nella presentazione al Senato, Faroni sostiene che l’Italia abbia già tutti gli elementi per essere competitiva: storia, professionalità, alta formazione, innovazione tecnologica e progresso farmacologico. Il punto, secondo il presidente del Gruppo INI, è trasformare questo patrimonio in una reale capacità di attrazione verso l’estero.

«Abbiamo storia, professionalità, alta formazione e possiamo contare sull’innovazione tecnologica e farmacologica. Non ci manca nulla per essere un polo attrattivo e competitivo a livello globale», ha dichiarato Faroni. Ha però aggiunto che, nella percezione internazionale, chi cerca cure d’eccellenza continua a guardare soprattutto ad altri Paesi, da qui la necessità di rendere l’Italia più riconoscibile e competitiva anche sul piano dell’attrattività sanitaria.

Turismo sanitario e rapporto tra pubblico e privato

Al centro del libro c’è anche il tema del turismo sanitario, indicato come un settore in crescita a livello globale. Faroni sottolinea che il Servizio sanitario nazionale garantisce cure indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza dei pazienti, mentre accanto al SSN esistono anche il sistema privato e quello assicurativo: è in questo spazio, secondo la tesi proposta, che l’Italia può intercettare la domanda internazionale di chi si sposta per motivi di salute alla ricerca dell’eccellenza.

La visione illustrata nel volume, secondo quanto riferito nella presentazione, non mette in contrapposizione pubblico e privato, ma punta piuttosto a una sanità integrata e capace di competere con i sistemi più avanzati sul piano internazionale.

I contributi nel volume

Per costruire questa riflessione Faroni ha coinvolto diversi professionisti del panorama sanitario nazionale. Tra i contributi citati figurano quelli di Carlo Gaudio, Aldo Morrone, Andrea Ferretti, Stefano Ginanni Corradini, Maria Nicoletta Aliberti e Giulio Basoccu, oltre ad altri specialisti. Nel progetto è affiancato anche da Jessica Veronica Faroni, neurologa, che ha curato una sezione dedicata al management sanitario e alla governance clinica.

Il volume richiama inoltre alcune aree considerate di eccellenza della sanità italiana, dalla chirurgia urologica all’ortopedia e traumatologia sportiva, dalla riabilitazione alla geriatria, fino alla medicina estetica, all’andrologia e alla tricologia. Ampio spazio è dedicato anche all’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli organizzativi, diagnostici e terapeutici.

Gli interventi alla presentazione

Alla presentazione hanno preso parte, tra gli altri, il senatore Marco Silvestroni, il rettore di Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron e Massimo Miscusi, della Direzione generale per le specializzazioni sanitarie, i dottorati di ricerca e l’altra formazione post-universitaria del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Nelle conclusioni, Faroni ha rilanciato la proposta contenuta nel libro come una leva di crescita e sviluppo anche per contrastare la fuga dei professionisti all’estero: «L’Italia ha tutte le carte in regola per essere il cuore dell’eccellenza sanitaria nel Mediterraneo».

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