
Alessandro Maria Rinaldi, presidente CdA di Garofalo Health Care
Un centro medico per portare cure e prevenzione in un’area dove le strutture sanitarie sono quasi assenti. È questo l’obiettivo del progetto promosso dall’associazione no-profit romana, Manalive, che prevede la realizzazione di un villaggio nel sud-ovest del Burkina Faso, nella regione di Ioba.
All’iniziativa ha aderito Garofalo Health Care, che ha deciso di sostenere la costruzione e l’allestimento della struttura sanitaria attraverso il Fondo Finalità benefiche previsto dallo statuto societario. L’obiettivo è contribuire a migliorare l’accesso alle cure in un territorio dove la popolazione è esposta a numerose patologie e dove la carenza di personale medico e infrastrutture rende difficile anche ricevere assistenza di base.
Il centro medico sarà gestito dall’Ordine dei Camilliani in Burkina Faso e diventerà un presidio sanitario di riferimento per l’intera area.
Gianmarco Oddo, presidente di Manalive: «Per noi è molto significativo che un progetto di cooperazione internazionale nasca proprio da Roma. Questa città ha qualcosa di unico: è profondamente radicata nella sua storia e, allo stesso tempo, naturalmente aperta al mondo. È uno di quei luoghi in cui si capisce che l’universale non nasce dalle astrazioni, ma dalle strade, dalle comunità e dalle persone».
La no-profit romana crede fortemente in questo progetto: «I grandi cambiamenti non partono da idee lontane dalla vita - sottolinea Gianmarco Oddo -, ma da persone vive e da comunità concrete che decidono di non restare indifferenti davanti ai bisogni degli altri. È - conclude - il nostro impegno: uomini vivi che non tengono il bene per sé, ma lo condividono».
«Questo impegno medico - spiegano da Garofalo Hc - si inserisce in un contesto nazionale in cui la popolazione è particolarmente esposta a numerose patologie e forte malnutrizione, problemi aggravati dalla carenza di personale medico qualificato, strutture sanitarie e risorse finanziarie».
Il centro medico sarà intitolato “Fernanda Medical Center”, in memoria e onore della Dr.ssa Fernanda Borioni Garofalo, madre di Maria Laura Garofalo, Amministratore delegato di Ghc, a 15 anni dalla sua scomparsa.
La struttura nascerà all’interno del Villaggio Manalive, che sorgerà su un’area di circa 20 ettari e servirà una popolazione di circa 15mila persone. Il progetto oltre alla sanità, punta a creare un piccolo polo di sviluppo per la comunità locale.
Accanto al centro medico sono infatti previsti un sistema di gestione idrica da 20mila metri cubi, una scuola di formazione agricola e rurale, alloggi per medici e insegnanti, un centro sportivo e la chiesa «San Camillo de Lellis», capace di ospitare fino a 500 fedeli.
Il «Fernanda Medical Center» avrà una superficie di circa 650 metri quadrati distribuiti su due piani. Al suo interno saranno presenti tre unità operative dedicate alla medicina preventiva e alle vaccinazioni, al pronto intervento con chirurgia di base e al reparto di maternità e ginecologia.
La struttura disporrà di 20 posti letto, quattro ambulatori per le visite, una sala operatoria, una sala parto e una farmacia. Sono previsti anche un’ambulanza e una moto per la consegna urgente di farmaci nelle zone più isolate.
Secondo Alessandro Maria Rinaldi, presidente del consiglio di amministrazione di Garofalo Health Care «l’istituzione del Fernanda Medical Center all’interno del Villaggio Manalive rappresenta un concreto impegno da parte dell'azienda a contribuire significativamente all’alleviamento delle criticità sanitarie in una regione remota dell’Africa occidentale, caratterizzata da una marcata carenza di infrastrutture sanitarie e da una limitata offerta di servizi di prevenzione».
Proprio in Burkina Faso, il 7 marzo scorso, si è svolta nella Basilica minore di Notre-Dame di Yagma l’ordinazione episcopale di monsignor Relwendé Kisito Ouédraogo, nominato nunzio apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon. La celebrazione è stata presieduta dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che nell’omelia ha ricordato come la missione del rappresentante pontificio sia quella di «portare la verità e la luce, la pace e l’unità» anche nei contesti segnati da divisioni e difficoltà, invitando il nuovo arcivescovo a costruire «relazioni e ponti» tra i popoli e ad annunciare «con fedeltà e senza sosta» il Vangelo.
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