
«Da ora siamo in presidio permanente: abbiamo bisogno subito della solidarietà e della presenza di tutt3». È con questo appello che la comunità di Spin Time Lab ha chiamato a raccolta la città dopo l'incendio divampato alle 22:30 di ieri nell'edificio di dieci piani situato tra viale Manzoni e via di Santa Croce in Gerusalemme 55, all'Esquilino.
Le fiamme si sono sviluppate all'interno di un locale tecnico affacciato sul cortile interno del palazzo, diffondendo in pochi minuti una densa colonna di fumo nero. L'allarme immediato ha fatto scattare la corsa in strada di centinaia di residenti.
I vigili del Fuoco, intervenuti con diversi automezzi, sono riusciti a controllare il rogo prima che potesse raggiungere gli appartamenti o intaccare le strutture portanti.
Le prime verifiche tecniche condotte dai caschi rossi e dalle forze dell'ordine hanno portato alla chiusura immediata della struttura. Il palazzo è stato dichiarato inagibile e posto sotto sigilli, in attesa dei rilievi e delle perizie che dovranno accertare con esattezza le cause del rogo e valutare la sicurezza statica e la tenuta degli impianti dell'edificio.
Dalla tarda serata di ieri centinaia di persone sono scese in strada. Dalle 6:00 di questa mattina la Protezione Civile ha allestito un punto di primo intervento e posizionato brandine per garantire prima assistenza e supporto socio-sanitario, in una giornata segnata dalle temperature da bollino rosso nella Capitale. Il rientro nelle abitazioni è consentito soltanto uno alla volta, sotto la scorta degli agenti, al solo fine di recuperare medicinali salvavita, documenti e beni di prima necessità.
Dura la contestazione degli occupanti di Spin Time, espressa in una nota ufficiale.
«Da ora siamo un presidio permanente. Convochiamo un'assemblea pubblica cittadina oggi alle ore 17», si legge nel comunicato, che ricostruisce la dinamica dei fatti: questa notte, intorno alle 22, si sarebbe sviluppato un principio d'incendio nel palazzo, circoscritto — a quanto riferito dagli occupanti — a un locale tecnico affacciato sul cortile interno.
«La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l'incendio: l'edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie». Al momento, sottolineano gli occupanti, non si registrano danni alle persone né all'edificio.
Nonostante questo — denunciano — gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell'ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità. Riferiscono inoltre che le porte degli appartamenti sarebbero state forzate e gli alloggi messi sottosopra, nonostante avessero messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno avrebbe ancora loro chiarito.
«A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali». Nella nota si aggiunge di aver appreso da Ansa che i Vigili del Fuoco avrebbero dichiarato una presunta inagibilità del palazzo, della quale però non ci sarebbero evidenze.
«Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina, nonostante per oggi siano previste temperature da bollino rosso». Gli occupanti invitano infine la città a stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà mostrata in passato — dal distacco della corrente nel 2019 all'agorà dello scorso gennaio — ribadendo la convocazione dell'assemblea pubblica delle 17 e la richiesta di solidarietà immediata per il presidio permanente.
L'episodio ha scatenato un'immediata polemica politica sulle occupazioni abitative della Capitale. A scagliarsi con decisione contro la gestione della struttura e la tolleranza verso le occupazioni è il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d'Italia, Marco Perissa.
«L'incendio divampato questa notte all'interno dello Spin Time dimostra, ancora una volta, ciò che denunciamo da anni: le occupazioni abusive non sono un modello di solidarietà, ma un concentrato di illegalità e di pericoli». Perissa spiega che, quando un immobile viene trasformato abusivamente in abitazioni, si vive spesso senza impianti certificati, con allacci elettrici improvvisati, reti obsolete e ricorso a bombole di gas.
«Una miscela esplosiva che può trasformare l'edificio in una trappola mortale». Secondo il deputato, è un puro caso se oggi non si sta raccontando una strage.
«Per anni la sinistra ha preferito chiudere gli occhi facendo passare l'illegalità per inclusione sociale». Perissa chiede quindi un cambio di passo definitivo, sostenendo che le occupazioni abusivamente abitate debbano essere sgomberate senza esitazioni, sia per restituire i beni ai legittimi proprietari sia per tutelare l'incolumità pubblica.
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