
«Nordio ti metto dentro una R4». È la scritta apparsa in vernice rossa su un muro di via Portuense, accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla Br. Il testo richiama la Renault 4 nella quale, il 9 maggio 1978, fu ritrovato il corpo di Aldo Moro.
La scritta è comparsa sul muro perimetrale di un edificio in via Portuense, all'altezza del civico 473, non lontano dalla caserma dei carabinieri nell'ex ospedale Forlanini. È stata notata dai residenti della zona la sera del 29 luglio ed era ancora presente la mattina successiva.
Il riferimento è alla Renault 4 rossa nella quale, il 9 maggio 1978, in via Caetani, venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro. Lo statista della Democrazia Cristiana fu assassinato dalle Brigate Rosse dopo 55 giorni di prigionia, e l'immagine del suo corpo senza vita nel bagagliaio dell'utilitaria è da allora uno dei simboli più cupi degli anni di piombo.
La scritta è stata notata la sera del 29 luglio dai residenti della zona ed era ancora visibile la mattina successiva. Poco prima delle 9 sono intervenuti i carabinieri della Stazione Villa Bonelli, che stanno verificando la presenza di eventuali impianti di videosorveglianza nelle vicinanze e la possibile connessione con enti o siti istituzionali della zona, per risalire agli autori del gesto.
Tra le prime a intervenire è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che attraverso un post su X ha espresso piena solidarietà al ministro definendo l'episodio una «gravissima e inaccettabile intimidazione». Meloni ha sottolineato come il richiamo agli «anni più bui del terrorismo» e alle Brigate Rosse debba essere condannato «con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità», assicurando a Nordio la vicinanza propria e dell'intero governo.
Alla presidente del Consiglio si è affiancato anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha espresso la sua «più convinta solidarietà» a Nordio parlando di un «gesto di inaudita gravità» che merita una condanna «ferma e unanime». Secondo Giuli, minacciare un rappresentante delle istituzioni significa colpire i principi democratici su cui si fonda la Repubblica. Il ministro ha inoltre auspicato che gli autori della scritta vengano rapidamente identificati e assicurati alla giustizia, ribadendo che lo Stato risponderà «con la forza del diritto, senza lasciarsi intimidire».
Le indagini dei carabinieri proseguono per individuare i responsabili del gesto intimidatorio.
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