
Ascolto, partecipazione, educazione digitale, sostegno alle famiglie e tutela dei minori più fragili. Sono questi alcuni dei temi al centro del mandato di Iside Castagnola, nuova Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza di Roma Capitale.
Da oltre quindici anni impegnata nel volontariato e nella tutela dei diritti dei minori, attività che le è valsa l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana conferita dalla Presidenza della Repubblica, Castagnola si prepara ad avviare un percorso che punta a mettere al centro i bambini e gli adolescenti come veri protagonisti della città.
Questa intervista inaugura una nuova serie di approfondimenti che, nei prossimi mesi, analizzeranno le principali tematiche che riguardano l’infanzia e l’adolescenza a Roma.
Avvocata Castagnola, quale significato ha per lei questa nomina?
È una grande responsabilità che accolgo con spirito di servizio. Da oltre quindici anni lavoro al fianco di bambini, ragazzi e famiglie, ascoltandone bisogni e fragilità. Oggi metto questa esperienza a disposizione di Roma Capitale con la consapevolezza che i minori non sono soltanto destinatari di tutele, ma cittadini a pieno titolo, portatori di diritti, idee e proposte.
Quale sarà la sua prima priorità?
La prima priorità sarà creare veri spazi di ascolto per i minori. Troppo spesso gli adulti parlano dei bambini senza coinvolgerli. Vorrei che ogni ragazzo e ogni ragazza potessero trovare luoghi, strumenti e occasioni per esprimere le proprie opinioni e contribuire alle scelte che li riguardano. Il diritto all’ascolto e alla partecipazione è uno dei principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
Lei parla spesso del ruolo delle famiglie. Perché?
Perché non può esserci benessere dei bambini senza il coinvolgimento dei genitori. Per questo considero fondamentale l’alfabetizzazione educativa delle famiglie. Viviamo in una società complessa, caratterizzata da cambiamenti rapidi e nuove sfide. I genitori hanno bisogno di essere accompagnati e sostenuti, non giudicati. Occorre offrire strumenti per comprendere i bisogni dei figli e affrontare temi come l’uso delle tecnologie, le relazioni, il rispetto e la crescita emotiva.
Tra le sue priorità c’è anche l’educazione digitale.
Assolutamente sì. I bambini entrano in contatto con il mondo digitale sempre più precocemente. È necessario promuovere percorsi di educazione digitale che coinvolgano scuole, famiglie e territorio. Non basta proteggere i minori dai rischi della rete: dobbiamo aiutarli a sviluppare consapevolezza, senso critico e responsabilità. La cittadinanza digitale è ormai parte integrante della cittadinanza stessa.
Quali interventi ritiene più urgenti sul fronte della tutela?
Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai minori che vivono situazioni di violenza assistita. Sono bambini che, pur non essendo vittime dirette, subiscono conseguenze profonde e durature. È necessario rafforzare la rete di protezione, il sostegno psicologico e la collaborazione tra istituzioni e servizi territoriali. Ma accanto alla tutela voglio valorizzare il diritto alla partecipazione, affinché ogni minore possa sentirsi protagonista della propria comunità.
Come immagina il rapporto con le scuole?
La scuola rappresenta il cuore della comunità educativa. Vorrei che ogni bambino e ogni ragazzo diventasse protagonista di un progetto per il bene comune della propria scuola e della propria città. Partecipare significa imparare il rispetto delle regole, la solidarietà, la cura degli spazi condivisi e il senso di appartenenza. Roma ha bisogno dello sguardo e dell’energia delle nuove generazioni.
Quale sarà il metodo di lavoro del suo mandato?
Un approccio istituzionale rigoroso, ma sempre aperto al dialogo e al confronto. Nessuno può affrontare da solo le sfide che riguardano l’infanzia. Per questo sarà fondamentale costruire un raccordo stabile con le realtà territoriali, il mondo del volontariato, il terzo settore e le organizzazioni che da anni operano a tutela dei minori.
Con quali realtà intende collaborare?
Penso a una rete ampia e qualificata che coinvolga associazioni e organizzazioni come Telefono Azzurro, Save the Children, Terre des Hommes, i Patti Digitali, le ACLI, l’Ordine degli Avvocati, l’Ordine degli Psicologi e tutte le realtà che ogni giorno lavorano per il benessere dei bambini e degli adolescenti. La tutela dell’infanzia è una responsabilità collettiva che richiede competenze diverse e una visione condivisa.
Quale messaggio vuole rivolgere ai bambini e ai ragazzi di Roma?
Voglio dire loro che la Garante sarà una presenza vicina e disponibile all’ascolto. I loro sogni, le loro idee e le loro preoccupazioni meritano attenzione. Una città che ascolta i bambini è una città migliore per tutti. Il mio impegno sarà quello di contribuire a costruire una Roma capace di mettere davvero al centro i diritti, la dignità e il futuro delle nuove generazioni.
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