
Serata amara per la Lazio, battuta 2-0 dall’Atalanta nella 25ª giornata di campionato. Un risultato che pesa sia per la classifica sia per il modo in cui è maturato, in uno Stadio Olimpico ancora semivuoto, complice la contestazione della tifoseria biancoceleste, ai ferri corti con la proprietà.
La partita si accende al 41’. Fino a quel momento la Lazio aveva dato l’impressione di poter controllare il match, creando le occasioni più pericolose - tra cui un palo colpito da Taylor - e tenendo il pallino del gioco. Poi l’episodio che indirizza la serata: calcio di rigore per l’Atalanta per un tocco di mano di Cataldi. Dal dischetto Éderson non sbaglia e porta avanti i bergamaschi.
Il gol incassato nel momento migliore dei biancocelesti spezza l’equilibrio emotivo della squadra di casa, che rientra negli spogliatoi sotto di un gol dopo un primo tempo in cui aveva costruito di più.
Nella seconda frazione la Lazio prova a rimettere in piedi la gara, ma paga la fatica accumulata dopo l’impegno di Coppa Italia. Ratkov colpisce a sua volta il palo, segno di una serata stregata sotto porta, ma la spinta offensiva resta discontinua e poco incisiva.
L’Atalanta, più cinica, chiude i conti nel finale con Nicola Zalewski, ex romanista, che supera Isaksen e batte Provedel con freddezza. Un 2-0 che fotografa la differenza di cinismo tra le due squadre nei momenti decisivi.
Con questa sconfitta la Lazio scivola a nove punti dal sesto posto, attualmente occupato proprio dall’Atalanta. Una distanza che complica la rincorsa europea e che impone una riflessione sulla continuità di rendimento.
La squadra di Sarri dovrà ritrovare energie fisiche e mentali già dalla prossima giornata: il margine di errore si assottiglia e il calendario non concede tregua.
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