
Finisce con un pareggio a reti bianche all’Olimpico tra Lazio e Cagliari, al termine di una gara povera di occasioni e di emozioni. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca ai biancocelesti, incapaci di sfruttare anche la superiorità numerica nel finale.
La svolta potenziale arriva negli ultimi minuti, quando Mina viene espulso dopo un intervento in ritardo su Noslin lanciato in dribbling. Con un uomo in più, la squadra di Maurizio Sarri prova ad alzare il baricentro, ma senza trovare la giocata giusta per scardinare la difesa rossoblù.
Nonostante il ritorno in campo del capitano Mattia Zaccagni, l’attacco biancoceleste resta bloccato. Il tridente formato da Zaccagni, Isaksen e Maldini non riesce mai a rendersi realmente pericoloso. Anche i cambi, con l’ingresso di Cancellieri e Ratkov, non producono effetti concreti: nessuna vera conclusione verso la porta avversaria, nessun intervento decisivo richiesto al portiere sardo.
Se davanti la Lazio fatica, dietro riesce almeno a limitare i rischi. L’unico vero pericolo arriva nei primi minuti, ma rappresenta di fatto l'occasione più ghiotta per entrambe le squadre, quando un colpo di testa di Ze Pedro si stampa sul palo, facendo tremare l’Olimpico. Per il resto, la retroguardia capitolina controlla senza particolari affanni.
Il risultato finale certifica una serata opaca per i biancocelesti. Manovra prevedibile, poca incisività e assenza di guizzi individuali. Un punto che muove la classifica ma non risolve i problemi offensivi. La Lazio scivola così alle spalle del Sassuolo, ora ottavo, complicando ulteriormente la corsa alle posizioni europee.
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