
Facciata della sede di CasaPound in via Napoleone III n° 8, Roma 24 luglio 2014 (Foto: Jose Antonio/Wikipedia - CC BY 4.0)
Il portavoce nazionale di CasaPound Luca Marsella è tra le tre persone citate a giudizio per l’aggressione subita dal giornalista Alessandro Sahebi il 24 ottobre 2025 a Roma.
A rendere nota la notizia è stato lo stesso Sahebi, spiegando su Instagram di aver ricevuto comunicazione del decreto di citazione in giudizio per tre persone. Secondo quanto riportato da Repubblica, l’accusa contestata è quella di concorso in lesioni.
L’episodio era avvenuto in via Merulana, davanti al Teatro Brancaccio, mentre il giornalista si trovava insieme alla compagna e al figlio di sei mesi. La vicenda aveva avuto origine, secondo la sua ricostruzione, dalla felpa con la scritta “Azione antifascista” che indossava. Una ricostruzione dell’episodio era stata riportata anche in un’interrogazione parlamentare presentata pochi giorni dopo l’aggressione.
Secondo il racconto del giornalista, durante l’aggressione gli sarebbe stato intimato di togliere o coprire la felpa e uno degli uomini lo avrebbe colpito al volto. Sahebi riferisce inoltre che la sua compagna, che teneva in braccio il bambino, sarebbe stata minacciata.
«La questione, per la procura, ha radici politiche», ha scritto il giornalista, che ha poi collegato l’episodio al dibattito sulla presenza di CasaPound nel quartiere Esquilino.
Il decreto di citazione in giudizio porta i tre imputati davanti al giudice, ma non costituisce un accertamento di responsabilità: le accuse dovranno essere esaminate nel processo.
La notizia ha riaperto anche il confronto politico sulla sede di CasaPound in via Napoleone III, occupata dal 2003 e di proprietà del Demanio. Lo stabile è inserito nel piano degli immobili da liberare e nelle scorse settimane il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva ribadito che sarebbe stato restituito alla proprietà.
Il segretario del Pd romano Enzo Foschi ha chiesto al governo di procedere con lo sgombero, collegando la sua richiesta alla citazione in giudizio di Marsella.
«Il coinvolgimento di Luca Marsella, tra le persone citate in giudizio per l’aggressione al giornalista Alessandro Sahebi, è solo l’ultimo episodio di una lunga storia», ha dichiarato Foschi, chiedendo a Piantedosi di dare seguito agli annunci sulla liberazione dell’immobile.
Anche Cgil Roma e Lazio e Anpi Roma Provinciale hanno diffuso una nota congiunta chiedendo lo sgombero dello stabile e lo scioglimento di CasaPound.
Le due organizzazioni definiscono l’aggressione a Sahebi parte di un quadro più ampio di episodi riconducibili, nella loro valutazione, all’estremismo neofascista e chiedono che venga interrotta quella che considerano una condizione di «impunità».
Si tratta di valutazioni politiche espresse da Cgil e Anpi, mentre il procedimento relativo all’aggressione dell’ottobre 2025 è ancora nella fase precedente al processo e la responsabilità penale delle persone citate a giudizio dovrà essere accertata in sede giudiziaria.
Parallelamente, nelle ultime settimane CasaPound ha avanzato una proposta diversa sul futuro dell’immobile.
Ad agosto l’associazione che gestisce lo stabile ha chiesto all’Agenzia del Demanio di poter regolarizzare la propria presenza attraverso il pagamento di un canone di locazione. Marsella aveva spiegato che l’obiettivo era avviare un’interlocuzione per trasformare l’attuale occupazione in un rapporto regolare con la proprietà.
La richiesta arriva mentre il Viminale continua invece a indicare l’immobile tra quelli destinati alla restituzione alla proprietà.
La Capitale, il nuovo giornale online di Roma
La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024
DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi