
Nuovo intervento delle autorità colombiane contro il narcotraffico internazionale. A Medellín sono stati fermati due cittadini stranieri destinatari di notifiche di ricerca internazionale. Tra questi figura Roberto Nastasi, romano di 50 anni, arrestato su richiesta delle autorità giudiziarie italiane.
L’operazione è stata resa pubblica da Federico Gutiérrez Zuluagadella, sindaco della città che ha dato i natali a Pablo Escobar, che ha parlato di un’azione mirata contro reti criminali con ramificazioni transnazionali. Insieme a Nastasi è stato fermato anche un cittadino panamense, indicato come Jean Carlo Valderrama, conosciuto con il soprannome di «Balín», anch’egli destinatario di un alert Interpol.
Secondo gli inquirenti italiani, Nastasi è gravemente indiziato di aver preso parte a un’organizzazione strutturata dedita al traffico internazionale di cocaina, con aggravanti legate all’ingente quantitativo di stupefacente movimentato e alla dimensione transnazionale dell’attività. L’uomo sarebbe stato individuato come figura di raccordo tra gruppi criminali italiani e fornitori sudamericani.
Originario di Roma, Nastasi avrebbe mantenuto per anni legami con ambienti criminali del quartiere di Tor Bella Monaca, prima di trasferirsi stabilmente in America Latina. Le indagini lo descrivono come un intermediario con il compito di finanziare l’acquisto di partite di cocaina, curarne l’approvvigionamento in Colombia e organizzare le fasi successive dell’invio verso l’Europa, anche tramite corrieri aerei.
Il nome di Nastasi era già emerso in procedimenti giudiziari precedenti. Nel 2011 era stato condannato a una pena detentiva per reati legati agli stupefacenti. Due anni dopo, su richiesta della Direzione Investigativa Antimafia, era stato disposto un sequestro patrimoniale di beni a lui riconducibili per un valore superiore al milione di euro, comprendente immobili di pregio, attività commerciali e numerosi veicoli.
Gli investigatori lo collegano inoltre a contesti familiari già noti alle forze dell’ordine per traffico di droga nella Capitale, elemento che ha contribuito a rafforzare il quadro accusatorio.
La localizzazione e l’arresto sono stati possibili grazie a una stretta collaborazione tra le autorità colombiane e italiane, con il coinvolgimento di più strutture investigative e di coordinamento internazionale. Lo scambio costante di informazioni ha consentito di individuare il sospettato sul territorio colombiano e procedere al fermo.
Ora Nastasi resta a disposizione dell’autorità giudiziaria locale in attesa delle procedure previste, mentre proseguono gli accertamenti sui suoi contatti e sulle eventuali ramificazioni della rete criminale con cui avrebbe operato in Colombia e in Europa.
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