
Si è conclusa a Roma, all’Altare della Patria, la 34esima edizione del Memorial Day, l’iniziativa promossa dal Sindacato autonomo di Polizia per ricordare le vittime della mafia, del terrorismo, del dovere e di ogni forma di criminalità.
Al centro della cerimonia conclusiva le Staffette della Memoria, l’iniziativa ciclistica partita da più punti d’Italia e arrivata nella Capitale dopo un percorso simbolico attraverso il Paese.
I ciclisti erano partiti da Torino, Pordenone, Lecce e Palermo. Dopo avere attraversato diverse tappe commemorative, sono arrivati a Roma per il momento finale del Memorial Day.
Ad accoglierli all’Altare della Patria c’erano, tra gli altri, il segretario generale del Sap Stefano Paoloni, il sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno con delega alla Pubblica sicurezza Nicola Molteni, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il questore di Roma Roberto Massucci, Gianni Tonelli del Consiglio nazionale Sap e Gianpaolo Mirra, generale di Corpo d’Armata dell’Esercito.
«Questa è la 34esima edizione del Memorial Day, un’iniziativa che organizziamo dal 1992, all’indomani delle stragi di Capaci e di via d’Amelio, tutti gli anni, principalmente nel mese di maggio», ha dichiarato Stefano Paoloni.
Il segretario generale del Sap ha spiegato che l’obiettivo è organizzare iniziative «per ricordare chi ha sacrificato la vita per mafia, per terrorismo, ma anche per il contrasto alla criminalità comune, per il bene del nostro Paese, per garantire legalità, democrazia e libertà».
Per questo, ha aggiunto Paoloni, il sindacato ritiene «doveroso, un dovere morale» promuovere ogni anno appuntamenti di memoria su tutto il territorio nazionale.
Quest’anno il filo conduttore del Memorial Day è stato rappresentato proprio dalle Staffette della Memoria. «Sono partite qualche giorno fa dai quattro angoli del nostro Paese, quindi dal Friuli, dal Piemonte, dalla Puglia e dalla Sicilia e si sono fermati in varie commemorazioni, momenti di ricordo», ha spiegato Paoloni.
Nel complesso, i ciclisti hanno percorso 3.000 chilometri con le divise del Sap, portando lungo il tragitto il ricordo di chi ha perso la vita al servizio del Paese.
Durante il percorso, ha ricordato ancora Paoloni, le staffette hanno portato con sé dei testimoni, «dei cuori che sono stati benedetti a Santa Maria Maggiore la settimana passata».
La cerimonia all’Altare della Patria ha rappresentato il momento conclusivo di un’iniziativa pensata per tenere insieme commemorazione, presenza istituzionale e impegno civile.
«La memoria non è un esercizio fine a se stesso ma deve servire perché gli errori del passato non accadano più», ha concluso Paoloni.
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