
Da ora la terrazza panoramica del parco di Monte Ciocci porta il nome di Ettore Scola. Il belvedere, affacciato sulla cupola di San Pietro e reso celebre come set cinematografico di Brutti, sporchi e cattivi, è stato ufficialmente intitolato al grande regista e sceneggiatore con una nuova targa che reca la scritta «Belvedere Ettore Scola – Regista e sceneggiatore». Alla cerimonia di inaugurazione nella mattinata di mercoledì 13 maggio hanno partecipato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio, il presidente del XIV municipio Marco Della Porta e Silvia Scola, figlia del regista.
La targa è stata collocata a pochi passi dal nuovo tratto della ciclabile Monte Ciocci-Vaticano, davanti a uno dei punti panoramici più suggestivi della città. Proprio qui, quasi cinquant’anni fa, vennero girate alcune scene di Brutti, sporchi e cattivi, il film che più di ogni altro ha legato il nome di Scola a questo luogo. Silvia Scola ha ricordato come proprio quel film sia «il film di papà più amato dalla nostra famiglia», sottolineando il legame affettivo che unisce ancora oggi il regista a questo scorcio di Roma.
«Per noi essere qui a Monte Ciocci e farlo per intitolare questa area a Scola è un momento a cui tenevamo molto», ha dichiarato Gualtieri. Il sindaco ha definito questo tratto ciclopedonale «forse la ciclabile più bella del mondo» e ha spiegato che dedicare proprio questo belvedere al regista rappresenta un gesto profondamente simbolico. «Sono i 50 anni di Brutti, sporchi e cattivi, ma anche i 95 anni del maestro. È una personalità che merita davvero tanto riconoscimento e gratitudine non solo per essere stato un grandissimo regista, sceneggiatore e autore di capolavori straordinari, ma per aver saputo mostrare come si può essere fortemente politici attraverso il cinema», ha detto. Gualtieri ha ricordato anche altri grandi film di Scola come C’eravamo tanto amati, definito «uno dei miei film preferiti in assoluto», e Una giornata particolare, sottolineando la capacità del regista di raccontare Roma con uno sguardo realistico, spesso grottesco, ma sempre profondamente autentico.
Per Smeriglio si tratta di un riconoscimento dovuto a «un vero maestro del cinema». «Qui sessant’anni fa venne girato un capolavoro assoluto, un film tra commedia e realismo e uno spaccato di nuda vita del sottoproletariato romano dell’epoca, in una dimensione poetica vera», ha spiegato l’assessore. «Per noi era importante dedicare questo posto iconico a Scola, che è stato un grande intellettuale, ricordando anche quel film straordinario».
Il minisindaco Della Porta ha sottolineato infine come questa intitolazione arrivi all’interno di un più ampio percorso di valorizzazione del parco di Monte Ciocci. «La targa impreziosisce questo parco su cui abbiamo tanto lavorato, basti pensare all’apertura del casotto o a quella della ciclabile Monte Ciocci-Vaticano», ha spiegato. Per il Campidoglio, l’intitolazione rappresenta quindi non solo un omaggio a uno dei più grandi registi italiani, ma anche un tassello del lavoro di rilancio culturale e ambientale di uno dei luoghi più suggestivi del quadrante nord-ovest della Capitale.
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