Roma, 3 novembre 2026
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Nuovo Salario, rinviato lo sfratto di Nicola: il presidio evita che padre e figlio finiscano in strada

Il 48enne, disoccupato e malato oncologico, vive con il figlio in età scolare. Associazioni, sindacati e cittadini si sono mobilitati dalle prime ore del mattino in piazza Vinci. Nonna Roma: «Una prima vittoria, ora serve una soluzione stabile»

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Nuovo Salario, rinviato lo sfratto di Nicola: il presidio evita che padre e figlio finiscano in strada

Lo sfratto è stato rinviato. Si è conclusa con un primo risultato la mobilitazione per Nicola, 48 anni, padre single, disoccupato e malato oncologico, che rischiava di perdere la casa in piazza Vinci, al Nuovo Salario, insieme al figlio in età scolare. Questa mattina, 3 novembre, il presidio organizzato da associazioni, sindacati e cittadini ha contribuito a scongiurare l’esecuzione dello sfratto. A darne notizia è l’associazione Nonna Roma, che ha definito il rinvio «una prima, importante vittoria». La vicenda di Nicola era diventata virale sui social negli ultimi giorni, dopo la diffusione degli appelli e l’avvio della mobilitazione delle realtà impegnate nel contrasto all’emergenza abitativa nella Capitale.

Il presidio dalle sei del mattino

Il picchetto è iniziato alle sei del mattino in piazza Vinci. Alla mobilitazione hanno partecipato cittadine e cittadini, realtà sociali, associazioni, sindacati degli inquilini e studenti, riuniti per impedire che Nicola e suo figlio rimanessero senza un’abitazione. «Abbiamo impedito che una famiglia finisse per strada», ha dichiarato Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma. Campailla ha attribuito il risultato alla partecipazione collettiva e al lavoro portato avanti negli ultimi mesi dall’Agenzia sociale per l’abitare Ada, gestita dalla stessa associazione.

L’obiettivo resta una soluzione abitativa stabile

Il rinvio dello sfratto rappresenta però soltanto un primo passaggio. L’associazione ha spiegato che proseguirà il lavoro insieme al III municipio e all’assessore Luca Blasi per individuare una sistemazione stabile per Nicola e suo figlio. Nella sua dichiarazione, Campailla ha criticato quella che definisce «l’arroganza della rendita immobiliare» e ha sostenuto che il caso del 48enne rappresenti una situazione più ampia: quella di famiglie che rischiano di perdere l’unica casa in cui vivono, mentre una parte della proprietà immobiliare concentra numerosi appartamenti. «Quella di oggi è una prima vittoria, ma non basta», ha concluso il presidente di Nonna Roma, ribadendo l’intenzione di continuare la mobilitazione sul tema del diritto all’abitare.

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